Lutto cittadino e rintocchi della campana dell’Arengo per la scomparsa del “Cev”. Nella Sala Rossa del Comune di Bologna, dove il popolare consigliere comunale e regionale aveva celebrato migliaia di matrimoni, verrà allestita la camera ardente, per fare avvolgere l’uomo e il politico dal calore di Bologna.

Venerdì 11 maggio, dalle 14 alle 23, e sabato mattina dalle 7 alle 9, Piazza Maggiore vedrà nuovamente, come accaduto a marzo in occasione della morte di Lucio Dalla, un silenzioso flusso di persone a salutare l’ex consigliere. Sempre sabato alle 9.30, a seguito della chiusura della camera ardente, il feretro verrà accompagnato in Sala d’Ercole, dove si terrà la cerimonia civile celebrata dal sindaco Virginio Merola, che proprio ieri aveva promesso: “Ricorderemo Maurizio come un sindaco”. Cerimonia per la quale è atteso fra gli altri, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Per l’intera giornata la bandiera comunale verrà esposta listata a lutto.

Da Piazza Maggiore partirà la processione fino alla Basilica di San Francesco dove alle 11 si svolgerà il funerale religioso richiesto dalla famiglia e accordato dalla Curia bolognese che ne ha riconosciuto e sottolineato il valore umano, nonostante “il gesto che addolora tutti e colpisce molto – soprattutto se si pensa che poteva essere evitato”, ha dichiarato il vicario generale della diocesi di Bologna, monsignor Giovanni Silvagni. A San Lazzaro di Savena, invece, la tumulazione. Il Cev verrà sepolto accanto al padre e alla madre nel cimitero del comune di cui fu amministratore.

Le iniziative del T-days in programma per sabato (“Notte Blu” inclusa) saranno cancellate in segno di lutto e rispetto verso il dolore della perdita. Un ultimo messaggio arriva anche dai suoi collaboratori, dai “suoi ragazzi”, distrutti dalla morte dell’adorato mister preferenze. Un messaggio “alla Cev”: genuino, semplice, diretto, spiegano. Perché “la spontaneità era la prima cosa. E poi la semplicità, perché il suo messaggio doveva arrivare a tutti ed essere pieno di valori, di significati”. Eccolo dunque il loro saluto: “Il dolore che proviamo non si può scrivere. E allora, ciao Maurizio”. Firmato: ”il tuo staff”.

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