Anche quest’anno, a qualche giorno dalle elezioni amministrative, un perplesso postino canadese mi ha recapitato a Vancouver la cartolina-avviso che mi invita a percorrere circa 36.000 km (è circa un decimo della distanza che separa la terra dalla luna) per tornare a votare Italia.

Mentre per le elezioni comunali qui in Canada tutto avviene alla spicciolata in un giorno feriale, si vota anche per corrispondenza e si deve essere residenti, nel mio ultimo comune di residenza in Italia, Avezzano (AQ), per scegliere il sindaco occorrono ben 4 giorni di urne aperte in un periodo che abbraccia due settimane.

La cartolina-avviso, stampata dal poligrafico dello Stato, è un esempio di tardo stile Germania dell’Est e presenta ben 7 timbri. Sul retro apprendo anche di aver diritto a “tutte le agevolazioni di viaggio concesse agli elettori”. Dovrei quindi partire sabato pomeriggio da Vancouver per arrivare a Francoforte di domenica (10 ore di volo). Da Francoforte il gioco e’ fatto, in 2 ore sarei a Roma. Qui scatterebbero le non meglio precisate agevolazioni, gli sconti per la seconda classe sul treno per Tiburtina (mezz’ora) e per il Roma-Avezzano (due ore). Se parto alle 16 di Vancouver, potrei essere nel tardo pomeriggio del giorno dopo ad Avezzano per poter andare di corsa in comune a ritirare la tessera elettorale. Il ritorno è decisamente più semplice, visto che i 9 fusi orari sono dalla mia parte. Se prendo solo un giorno di ferie potrei essere martedì di nuovo in ufficio in British Columbia ad attendere ansioso i risultati da Avezzano. Se poi si va al ballottaggio, il tutto va ripetuto tra due settimane anche se l’operazione è perfino semplificata: tornerò in Italia già munito di tessera elettorale.

Ovviamente la cartolina-avviso è stata inviata a tutti gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e a un comune italiano. I dati del 2007 dicono che gli italiani residenti all’estero iscritti sono ben 3.649.377.

Al costo di 1,60 Euro a cartolina, i comuni italiani hanno quindi sicuramente bruciato solo per i francobolli milioni di euro, milioni di euro che forse potevano essere utilizzati per le scuole, gli asili, i trasporti, o, nel caso di Avezzano, per comperare un po’ di sale per le nevicate, milioni che, invece, vengono buttati via per inviare avvisi anche ai defunti.

Le cartoline-avviso vengono infatti recapitate a tutti coloro che sono iscritti all’AIRE e i tagli lineari hanno decimato il personale dei consolati per cui nessuno si occupa più dell’aggiornamento delle liste, liste che quindi contengono nomi di persone partite dall’Italia negli anni ’50 e passate a miglior vita ormai da decenni.

La cosa straordinaria è che da cittadino canadese non sono iscritto ad alcuna anagrafe (non esiste), mentre da cittadino italiano sono iscritto all’AIRE (Ministero degli Esteri) e all’anagrafe comunale (Ministero degli Interni), due registri che sono pieni di defunti- votanti e che servono solo ad esercitare i bicipiti di migliaia di nerboruti impiegati che, battendo ogni record, riescono a piazzare ben 7 timbri a cartolina.

Il Canada ha però il suo dollaro e l’Italia ha aderito alla moneta unica e qui un dubbio mi sovviene: il disastro di cui sopra sarà attribuibile all’Euro?

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