Mr Wolf potrebbe essere il miglior amico di Angelino. Ne ha bisogno, il segretario del Pdl, l’Alfano di Ipad munito come di un’arma, da brandire contro il vecchiume e quella patina d’antico che tende a ricoprire come una coltre le liturgie di certa (tanta) politica. «Siamo coperti di polvere – sembra voler gridare Angelino – ma è polvere di silicio!». Dopotutto il segretario ha una nobile missione: condurre il partito dagli eterni anni ’80 alla contemporaneità. Da Drive In all’Ipad.

In questa sua personale battaglia per l’Internet, pronunciato così, con l’articolo davanti, come fanno le sciure ai corsi serali di informatica, Alfano ha bisogno di sostegno. Di Mr Wolf, appunto, il personaggio di Pulp Fiction che arriva, si presenta e annuncia, sicuro: «Risolvo i problemi!». Anche quelli, si spera, della Pda del Pdl. Proprio così. Non è un gioco di parole, uno scioglilingua, né una filastrocca per bambini, tipo: «La macchina del capo ha un pss nella mmm». È invece la Political Digital Academy del Popolo della Libertà. Un’impresa innovativa, una scuola di continuo aggiornamento e formazione digitale per chi aderisce ai valori del partito. Insomma: una bella idea. Ma annunciata male, come un qualunque varietà Mediaset.

L’Alfano con l’Ipad rischia così di essere come la Barbie con la skate, con la piastra o con qualunque altro accessorio se il Pdl non rinuncia al classico tono televisivo per imparare davvero il linguaggio della contemporaneità. Il video di lancio della academy, per esempio, è ancora parecchio anni ’80. La musica di sottofondo sembra suonata dagli Ac/Dc di Battipaglia, tanto è finto rock giovanilistico, e i ventenni che commentano l’iniziativa fanno quasi tenerezza. Parlano della rete come di una grande innovazione, il futuro che è alle porte. Mentre, invece, già sta qua, e da parecchio.

A stupire, però, è l‘account Twitter della Pda. Il deserto dei Tartari dei tweet. Uno ogni tanto, tutti per commentare Alfano che lancia l’iniziativa o il caso Mills. Colto da un impeto di passione per l’attualità, infatti, il curatore del profilo ha vergato parole di giubilo per le sorti del processo. Poi, il nulla.

Insomma, come accade(va) in tv intorno alla Pda c’è un po’ di battage pubblicitario, l’avvertimento avveniristico della grande innovazione, l’annunciazione dell’era tecnologica e del cambiamento digital-politico. Una tecnica comunicativa che non funziona nel web. Per questo ci vuole un Mr Wolf della comunicazione per il Pdl, capace davvero di consigliare l’Alfano di Ipad munito, in grado di riempire quel profilo triste, di trasformarlo in soggetto digitale in grado di fare agenda. Chissà, magari il Mr Wolf de noantri verrà fuori proprio dagli incontri annunciati della Political Digital Academy. Per ora, però, si può solo aspettare (ma, attenzione, la Rete è il luogo dell’impazienza).

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