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Il pm De Pasquale: “Prescrizione breve incostituzionale”. Con un occhio al caso Mills

Il pm milanese solleva l'eccezione sulla legge ex Cirielli in un processo per corruzione contro sei manager dell'Eni. Ma un eventuale sì della Consulta avrebbe effetti determinanti anche sul dibattimento contro Berlusconi sui 600 mila dollari versati all'avvocato inglese
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“La legge Cirielli sulla prescrizione è incostituzionale” secondo il pm di Milano Fabio De Pasquale. Che ha sollevato la questione in un processo per tangenti contro l’Eni, ma l’eventuale accoglimento dell’eccezione potrebbe avere effetto anche sul processo Mills contro Silvio Berlusconi, dove è lo stesso De Pasquale a rappresentare l’accusa. E dove la partita tra accusa e difesa si gioca proprio sul filo della prescrizione.

De Pasquale, insieme al collega Sergio Spadaro,  ha sollevato conflitto di costituzionalità della legge ex Cirielli, entrata in vigore nel 2005 e che prevede la “prescrizione breve” per gli incensurati, nell’ambito del procedimento Eni-Nigeria, dove per 6 ex manager Snamprogetti imputati di corruzione internazionale i termini di prescrizione sarebbero scaduti il 31 gennaio. L’incostituzionalità deriverebbe dall’incompatibilità con gli strumenti europei fatti propri dalla Carta costituzionale, a partire dalla convenzione Ocse sulla corruzione dei pubblici ufficiali.

Ora deve pronunciarsi la Quarta sezione del tribunale di Milano, di fronte alla quale si giudicano i manager Eni. Se dovesse accogliere l’eccezione, il processo sarebbe sospeso in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale. La cui decisione avrebbe effetto anche sul processo Mills, ormai alle ultime battute, ma a rischio prescrizione a metà febbraio.

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