Per il 13 febbraio è attesa la sentenza per il caso Eternit. Il Comune di Casale Monferrato nel mese di novembre aveva approvato, in consiglio comunale, la decisione di accettare, dagli ex proprietari della fabbrica che produceva amianto, 18 milioni di euro come risarcimento e di rinunciare a essere parte civile nel processo. Le famiglie delle vittime, organizzate nell’associazione Afeva non ci stanno, ritenendo il risarcimento troppo basso e soprattutto chiedono che i responsabili della “strage” vadano in carcere. Per questo nella serata di sabato 7 gennaio in migliaia sono scesi in piazza. Secondo gli organizzatori per la più grande manifestazione di questi ultimi anni legata al caso Eternit. “Sono morte 1800 persone -dice un manifestante- questo forse non basta per domandare giustizia?”. di Cosimo Caridi

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Casta, l’affarone immobiliare del ministro Patroni Griffi

next
Articolo Successivo

Calcio, scommesse o calcio-scommesse?

next