Da provare anche in Italia. Secondo un recente sondaggio condotto dalla Jobvite, il 92% delle imprese statunitensi intervistate usa o prevede di usare i social media per ricerche di lavoro.

In genere, fa più notizia quando si viene a sapere che alcuni datori di lavoro sfruttano Facebook per carpire informazioni sulle abitudini personali dei candidati che cercano un nuovo impiego. È altrettanto vero, tuttavia, che la piattaforma di Palo Alto, così come la rete professionale LinkedIn, rappresenti una risorsa sempre più importante per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

A confermarlo  arriva un’iniziativa appena lanciata in collaborazione con il Dipartimento del Lavoro degli Usa. Battezzata con il nome di Social Job Partnership, l’iniziativa vede la partecipazione delle principali organizzazioni governative e non profit dedicate al mondo del lavoro in Usa, con l’obiettivo dichiarato di facilitare l’utilizzo di Facebook per la circolazione di offerte di impiego e la diffusione di programmi e ricerche sui temi del lavoro.

In particolare, l’iniziativa mira esplicitamente a contribuire al recupero degli impieghi persi dopo la terribile emorragia seguita alla crisi del 2008. Nonostante la forte ripresa economica seguita alla crisi finanziaria del 2008 e alla seguente crisi economica del 2009, i tassi di disoccupazione sono rimasti pressoché invariati in Usa (al punto da aver coniato il termine di jobless recovery, ripresa senza lavoro).

Del resto, secondo una recente indagine condotta dal Nace (l’associazione nazionale delle università e dei datori di lavoro), in Usa oltre il 70% degli uffici di collocamento ha già aperto una pagina su Facebook. Nel nostro paese, invece, i cosiddetti “centri per l’impiego” spesso non hanno neppure una mail. Che dite? Qualcuno gli dice di farsi un po’ più social?

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