L’ultima manovra di stabilità taglia ulteriormente i fondi al comparto sicurezza di tre miliardi. Così questa mattina i sindacati di polizia sono scesi in piazza in diverse città italiane. A Roma la protesta è andata in scena davanti alla Camera e al Senato. Al sit-in fusti di benzina vuoti per chiedere simbolicamente ai cittadini una colletta per l’acquisto di carburante da destinare ai mezzi a secco per mancanza di risorse.

“La nostra mobilitazione si rende necessaria – spiegano i rappresentanti delle sigle sindacali di polizia, della polizia penitenziaria e dei vigili del fuoco – perché il governo negli ultimi tre anni non ha tenuto fede ai vari impegni presi, riducendo i comparti sicurezza e soccorso pubblico sul lastrico. Appena tre giorni fa – ricordano – l’Esecutivo ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell’ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all’ordine pubblico e alle missioni”.  Al presidio dei sindacati ha fatto visita il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha solidarizzato con le ragioni della protesta. Solidarietà anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini ha auspicato che il Governo possa reperire le risorse necessarie per garantire alle Forze dell’Ordine i mezzi adeguati all’adempimento dei loro doveri in materia di sicurezza e si è augurato che dal dibattito parlamentare possano giungere concreti segnali per la soluzione di queste problematiche.

A Napoli si sono dati appuntamento davanti alla questura con una tanica di benzina vuota e la richiesta simbolica di un sostegno dei cittadini per comprare la benzina. Il carburante non c’è più. ” Le volanti – racconta Sergio Scalzo del Consap – per rifornirsi devono recarsi nella caserma Ranieri dove c’è ancora carburante disponibile. Colleghi sono costretti a fare anche 70 km solo per fare benzina, tempo che si sottrae alle richieste dei cittadini e alla domanda legittima di sicurezza”. Mancano i soldi anche per le missioni, per la manutenzione e la pulizia delle vetture. La situazione logistica è preoccupante. ” Al commissariato di Pianura abbiamo chiesto un’ispezione – racconta Luigi Matera dell’Ugl Napoli – vista la presenza di topi”. Anche il settore dell’ordine pubblico risente dei tagli: ” La nostra sicurezza – racconta un poliziotto – arriva dopo quella dei cittadini. Lavoriamo, spesso, con giubbotti antiproiettile scaduti, con manganelli rotti e senza caschi, quelli ci sono sono obsoleti e sporchi. La camorra studia e si aggiorna e a noi manca tutto”.

Sindacati di polizia in piazza anche a Milano. Riunite in piazza Cordusio le sigle sindacali del comparto sicurezza hanno protestato contro i tre miliardi di tagli operati dal governo. “In Val di Susa non siamo equipaggiati nemmeno per affrontare il freddo”, racconta un delegato del Sap. E alle domande sugli scontri di sabato 15 a Roma i poliziotti rispondono con amarezza: “Se ci sono stati dei feriti vuol dire che il governo ha fatto ferire i suoi figli”. Riflessioni che si sommano al racconto delle difficoltà quotidiane. “Capita di aspettare la disponibilità di una volante che non arriva”, spiega un delegato Siulp. In piazza anche la Forestale: “In Lombardia siamo solo undici, altro che lotta ai reati ambientali”.

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