Non poteva che allargarsi, contaminarsi, diventare più grande e matura. La Bottega Finzioni che solo un anno fa prendeva casa a Bologna, con il capo bottega Carlo Lucarelli e gli aiutanti Michele Cogo e Giampiero Rigosi, dopo qualche mese di rodaggio sembra voler fare le cose in grande.

“Il luogo dove s’impara il mestiere di raccontare” nato con tre aree di insegnamento, fiction, non fiction e letteratura, si arricchisce nella stagione 2011-2012 di quelle del videogame e del fumetto. E se negli Stati Uniti esistono già corsi, premi autorevoli e perfino il potente sindacato degli sceneggiatori in grado di bloccare la macchina hollywoodiana ha scelto di difendere con lungimiranza il lavoro di creatore di script per i videogiochi, a Bologna si creerà il primo esempio pratico in materia.

Gli allievi della Bottega Finzioni avranno la possibilità di cimentarsi per la prima volta in Italia con la sceneggiatura per videogiochi commissionati da imprese del settore e destinati poi alla produzione. La sezione curata da Piero Di Domenico (docente Dams), Ivan Venturi (della TIconBLU srl) e il contributo dell’Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna ha già in cantiere due richieste di script da sviluppare.

Il primo è Il Castello di Eymerich, secondo capitolo del videogioco tratto dal personaggio di Valerio Evangelisti “Nicolas Eymerich l’inquisitore” e ambientato nel 1365 a Bologna, realizzato con grafica 3D, dialoghi doppiati e tradotti in varie lingue, tra cui il latino. L’altro è Contro le mafie – il videogioco della legalità, un videogioco nel quale si decide che strada far prendere al proprio personaggio simulato (dal cittadino all’imprenditore, passando per il malavitoso o l’agente delle forze dell’ordine) e anche come vivere e agire in uno scenario realistico, scontrandosi con le conseguenze delle proprie scelte.

“Ho attacchi quasi compulsivi e riesco a stare sveglio a giocare fino alle cinque di mattina”, racconta Lucarelli, “Invece quando scrivo, dopo tre-quattro devo rialzarmi, distrarmi. Però non ho mai pensato di affidare una storia a un videogioco, anche perché non capivo cosa volesse dire scrivere per i videogame, se fosse uguale a scrivere un romanzo. Poi però, mentre giocavo, ho iniziato a pensare cosa sarebbe successo dopo, nel gioco, e lì ho capito l’importanza della scrittura per un videogame”.

Ma la Bottega Finzioni non si esaurisce di certo qui. Nell’area Fiction, per esempio, prosegue la collaborazione con la Fondazione Fellini per lo sviluppo di soggetti inediti che Federico Fellini sognò ancora in vita e mai concretizzò. Per ora sono solo cinque su trenta i soggetti presi in mano dagli allievi di Lucarelli ma ad attenderli c’è la Indigo Film di Nicola Giuliano, il produttore dei film di Paolo Sorrentino.

E ricordando che nell’area Fiction le sinergie con i Manetti bros. (L’ispettore Coliandro) sono già avviate e se ne avvieranno nuove con la Jean Vigo Italia di Roberto Faenza e sulla drammaturgia radiofonica insieme a Sergio Ferrentino di Caterpillar a RadioDue, anche l’area della Non-Fiction, quella dei documentari e dei reportage, sta diventando un settore importante della scuola con il format di Assassini per caso pronto la tv.

Potranno partecipare alla selezione della Bottega, che si terranno tra lunedì 21 novembre e venerdì 2 dicembre, i primi 200 iscritti versando 50 euro. Ciascuna delle aree (Fiction, Non Fiction, Letteratura, Fumetto e Videogame) accoglierà un massimo di venti persone. Mentre la direzione sta cercando di confermare le agevolazione ai futuri allievi della Bottega con la realizzazione di diciotto borse di studio sostitutive dell’iscrizione.

Per ogni informazione: http://www.bottegafinzioni.it/index.php?id=1227299140

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