Sri Sathya Sai Baba è morto. Il guru indiano che contava almeno sei milioni di seguaci nel mondo si è spento nell’ospedale di Puttaparti, dove era stato ricoverato un mese fa. Sai Baba aveva 86 anni, ed era punto di riferimento spirituale di politici indiani, stelle del cinema e della musica e magnati. Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, da definito “incolmabile” il vuoto che lascia.

Il primo ministro, la presidente del Partito del Congresso al governo, Sonia Gandhi, ed uno dei massimi leader dell’opposizione di centro-destra (Bjp), L.K. Advani, hanno presentato oggi le loro condoglianze per la morte di Sai Baba, una delle più importanti figure spirituali indiane. Singh ha definito l’illustre defunto come “un leader spirituale ed una icona che ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo”. Da parte sua la Gandhi ha inviato una lettera privata alla famiglia il cui contenuto non è stato divulgato. Advani ha ricordato quanto la sfera spirituale sia importante da tempo immemorabile in India, sottolineando che “nell’India moderna pochi possono aver vantato il seguito avuto da Sai Baba. (…) Con la sua scomparsa il paese entra in una fase oscura. Rendo il mio tributo a questa grande anima”.

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