La deputata Paola Concia è stata apostrofata per strada come “lesbica di m…”. Di recente, intervenendo alla manifestazione organizzata da Michela Brambilla, Silvio Berlusconi ha affermato: “Ognuno di noi ha il 25% di omosessualità. La mia percentuale omosex è lesbica”. Perchè allora il presidente del Consiglio, per affinità di preferenze, non le ha espresso per primo la sua solidarietà?

Ironia a parte, l’aggressione verbale ai danni della deputata Paola Concia è un fatto grave e purtroppo non casuale, e appartiene al triste spirito dei tempi: poco più di due settimane fa, non per strada ma in un’aula parlamentare, la disabile Ileana Argentin è stata aggredita verbalmente da un deputato leghista con un “handicappata di m…”.

Un fil rouge lega questi ed altri inqualificabili episodi: un clima di volgarità dilagante, di esibizionismi, di aggressioni verso ogni forma di diversità, di assenza di rispetto per la libertà di scelta delle persone. Per questo è auspicabile non solo che si approvi al più presto una legge contro l’omofobia, ma che dai media parta una campagna di sensibilizzazione. Nel senso esattamente contrario a quello indicato poco tempo fa da Massimo Polledri, anch’egli deputato della Lega e neuropsichiatra infantile (poveri bambini) che, a tutela del pudore, ha affermato: “Basta baci omosessuali ed eterosessuali in tv dalle 8.30 alle 21.30”

Molto presto per effetto del “Lodo Priapo” saranno ammessi solo i baci nelle ville del Cavaliere (eterosessuali per carità!) e quelli alla statuetta portata in processione negli afterparty.

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