“Massima allerta su Fukushima”. Le parole pronunciate oggi dal premier Naoto Kan in una audizione parlamentare. L’allarme nucleare non si attenua e le autorità hanno ammesso anche una “possibile fuoriuscita di plutonio”, che sarebbe la prova della parziale fusione del nocciolo dei reattori. Il livello di radiazioni, negli ultimi giorni, ha registrato un balzo notevole, superando quota 1.000 millisievert/ora. L’agenzia nipponica per la sicurezza atomica non esclude di alzare di nuovo il livello di rischio per la centrale, che così arriverebbe a 6, “grave incidente” (Chernobyl fu classificato a livello 7). Grave la situazione in mare: le rilevazioni hanno riportato livelli di radioattività 1250 volte superiori alla norma. Mentre continuano le scosse di assestamento, il numero delle vittime del sisma giapponese è salito a oltre 27mila tra morti e dispersi. Il numero dei feriti supera i 2.700. Oltre 240mila persone sono invece ospitate nei 1900 centri di emergenza che sono stati allestiti nel paese. Prosegue il dibattito internazionale sull’atomo dopo i fatti giapponesi: anche la Francia, come l’Italia, frena in parte. “Le centrali nucleari che non supereranno gli ‘stress test’ pianificati dall’Ue dopo quanto avvenuto in Giappone saranno chiuse”. E’ quando annuncia da Bruxelles il presidente francese Nicolas Sarkozy, al termine del vertice Ue.

La cronaca del 29 marzo 2011

17.35 – “Situazione a Fukushima in lento miglioramento”

La situazione nella centrale nucleare giapponese di Fukushima sembra essere in “lento miglioramento”. Lo ha detto in un’audizione alla Commissione energia del Senato americano Peter Lyons, il capo dell’ente che regola il settore dell’energia atomica negli Usa. “Tuttavia – ha aggiunto – il raffreddamento dei reattori e delle vasche è essenziale e al momento non è stato ancora ripristinato, per quello che so”.

14.00 – Fukushima, tracce di Plutonio potrebbero confermare danni al nocciolo

Il ritrovamento di tracce di plutonio all’esterno della centrale di Fukushima può essere una conferma del danneggiamento del nocciolo di uno dei reattori, ma non ‘dice’ nulla di più sulla situazione nell’impianto giapponese. “Il ritrovamento non è strano, considerato il danno subito dalla centrale – spiega Giuseppe Forasassi, docente del dipartimento di Ingegneria Nucleare dell’università di Pisa – fa pensare alla fusione parziale del combustibile dei reattori, ma potrebbe venire anche dal danneggiamento di quello esausto contenuto nelle centrali. Questo elemento può poi aver trovato una ‘via di uscita’ dagli impianti di areazione o da qualche valvola, oppure da fessurazioni nel contenimento”. L’episodio, spiega l’esperto, potrebbe forse portare a un innalzamento del livello dell’incidente: “Il plutonio è molto velenoso dal punto di vista chimico, più che radiologico – spiega Forasassi – quindi il problema ambientale può essere grave. Sembrerebbe da escludere però una contaminazione su larga scala, anche se ne dovesse uscire ancora dovrebbe restare al massimo a 20-30 chilometri”. Con il passare dei giorni la situazione dovrebbe tornare sotto controllo, anche se il lavoro sulla centrale potrebbe durare ancora anni: “Più passa il tempo più scende la potenza residua dei reattori, che ora dovrebbe essere allo 0,5% di quella massima, che corrisponde a circa 10 Megawatt – spiega Carlo Lombardi, ex docente del Politecnico di Milano – se si riuscirà a garantire il raffreddamento del combustibile non dovrebbero esserci più problemi immediati. A ‘bocce ferme’ poi si dovrà pensare al destino della centrale: a Three Mile Island si è riusciti a bonificare tutto il sito, ovviamente con un lavoro di anni”.

13.48 – Fukushima, test di radioattività per mille persone. Per le autorità “nulla di anormale”

Da quando è scattata l’emergenza nucleare nella zona della centrale di Fukushima, oltre mille persone, tra residenti locali e addetti alle squadre di soccorso, sono state sottoposte nei centri specializzati a test per la possibile esposizione alle radiazioni. Secondo quanto hanno reso noto le autorità nipponiche, dal 15 marzo all’Istituto nazionale per le scienze radiologiche sono stati controllatti 862 addetti alle squadre di soccorso e 230 residenti che vivono in un’area di due miglia dall’impianto di Dai-chi, quello del complesso nucleare di Fukushima che è stato fortemente danneggiato dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo. Finora, affermano ancora dall’Istituto, in nessuno dei pazienti controllati sono stati riscontrati livelli di radioattività pericolosamente alti. Il caso che finora ha destato più attenzione è quello dei tre operai che hanno riportato ustioni alle gambe dopo aver camminato nell’acqua radioattiva mentre stavano lavorando per riattivare i cavi elettrici della centrale. I tre non presentano lesioni interne o particolari problema alla pelle e ieri sono stati dimessi.

13.15 – Scossa di grado 6,4 al largo di Fukushima

Nuova scossa di terremoto in Giappone. La scossa è avvenuta alle 12.54 italiane e ha avuto una magnitudo di 6,4 con epicentro in mare a circa 80 km al largo della costa della prefettura di Fukushima. Non è stato emanato nessun allarme tsunami.

10.19 – Radiazioni dal Giappone a Cleveland

Piccole quantità di iodio 131 dal Giappone sono state rilevate nell’acqua piovana raccolta sul tetto di un edificio della Case Western University a Cleveland (Usa). Lo comunica una nota dell’ateneo americano. Secondo Gerald Matisoff, geologo e ricercatore autore del rilevamento, la presenza dell’isotopo è collegata all’incidente nella centrale nipponica di Fukushima e non espone studenti e professori a rischi per la salute. Stando all’esperto, infatti, i livelli di radioattività sarebbero pari a circa un decimo della radiazione di fondo naturale. “In teoria lo iodio 131 potrebbe derivare da una struttura per il trattamento dei rifiuti radioattivi – prosegue Matisoff – Ma sappiamo che arriva dal Giappone”, anche sulla base di analoghi rilevamenti “nel resto del mondo”. Lo scienziato sta raccogliendo l’acqua piovana sul tetto dell’edificio A.W. Smith del campus, per monitorare le particelle portate dalla pioggia nel Lago Eire.

09.56 – Governo: “Energia pulita base ricostruzione”

L’uso dell’energia pulita sarà alla base dei piani di ricostruzione delle aree devastate in Giappone dal sisma/tsunami dell’11 marzo. E’ quanto ha annunciato il capo di gabinetto, Yukio Edano, nel corso della conferenza stampa del pomeriggio.

9.09 – Swiss air controlla radioattività su bagagli e merci in arrivo dal Giappone

La compagnia di bandiera Swiss ha deciso di controllare i livelli di radiazioni di bagagli e merci provenienti dal Giappone. Lo ha detto a ‘Radio 24’ la portavoce della società, Susan Muhlemann. Swiss,ha riferito, ha inviato in Giappone un esperto dell’istituto Paul Scherrer incaricato di formare sul posto il personale incaricato di eseguire le misurazioni. Per l’aviolinea si tratta di una misura precauzionale.Anche il personale di Swiss deve essere protetto da eventuali radiazioni. Swiss svolge misurazioni sui velivoli provenienti dalla capitale nipponica da metà marzo. Finora non sono state rinvenute tracce di radioattività sugli aeroplani.

5.10 – Governo: “Nessun piano su nazionalizzazione Tepco”

Nessuna entità vicina al governo nipponico “sta prendendo in considerazione” l’ipotesi di una nazionalizzazione della Tepco, l’utility che gestisce la centrale nucleare di Fukushima. Lo ha detto il capo di gabinetto, Yukio Edano, in merito alle indiscrezioni di stampa secondo cui l’opzione nazionalizzazione si starebbe facendo strada in vista dei pesanti oneri finanziari che la società energetica dovrà fronteggiare nei risarcimenti collegati alla crisi della centrale. “In questa fase, la prima priorità del governo è istruire Tepco perché faccia il possibile per contenere gli incidenti e affrontare le relative conseguenze”, ha spiegato Edano. I titoli della compagnia con riescono oggi a fare prezzo in Borsa a causa degli abbondanti ordini di vendita alimentati proprio dalla prospettiva della nazionalizzazione.

3.48 – Governo: “Possibile fuoriuscita di Plutonio”

Il governo giapponese valuta come “possibile” la fuoriuscita di plutonio dalla centrale nucleare di Fukushima. Lo ha detto il capo di gabinetto, Yukio Edano, in una conferenza stampa appena conclusa, secondo cui “ci saranno più controlli anche nelle aree intorno all’impianto”. Al momento, ha aggiunto Edano, sitratta di bassi livelli di plutonio, indicando tuttavia di fatto nuovi pericoli per i tecnici impegnati alla messa in sicurezza di Fukushima e altri dubbi in materia di sanità pubblica. Il capo di gabinetto ha spiegato che i 5 campioni presi dalla Tepco indicano che non ci sono rischi immediati. Quanto all’acqua fortemente tossica, il reattore n.2 è ritenuto essere nella condizione più pericolosa:: la radioattività è di 1.000 millisievert/ora, pari a quattro volte il livello massimo di esposizione annuale cui può essere esposto un lavoratore in condizioni d’emergenza. L’acqua che viene iniettata nel reattori è stata ridotta per allentare lo sforzo sui serbatoi e, quindi, limitare le perdita: tutto questo, ha concluso Edano, ha portato all’aumento della temperatura. Il raffreddamento del combustibile ha tuttavia precedenza sui problemi della fuoriuscita di liquido.

3.16 – Governo valuta nazionalizzazione Tepco

Tra le opzioni all’esame del governo giapponese c’è la nazionalizzazione della Tepco, la società che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima dove ieri è scattato anche l’allarme plutonio. Lo riferiscono i media locali, mentre il ministro delle Politiche nazionali Koichiro Gemba ha dichiarato all’agenzia Kyodo che si tratta di “una opzione”. La decisione di nazionalizzare sarebbe dovuta all’enorme cifra di indennizzi che l’azienda dovrà corrispondere per la fuga radioattiva conseguente al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo scorso. Al momento, comunque, il portavoce del governo di Tokyo, Yukio Edano, ha affermato che nessun organismo governativo ha preso in esame la questione. La massima priorità del governo, ha aggiunto, è che la Tepco riesca a mettere sotto controllo la centrale nucleare e che si occupi delle conseguenze della catastrofe, secondo quanto riferito dal periodico ‘Nikkei’ sul suo sito web.

2.47 – Kan: “Su Fukushima massima allerta”

Il premier giapponese, Naoto Kan, haassicurato che il governo terrà lo stato di altissima vigilanza sulla crisi della centrale nucleare di Fukushima. “Continueremo a trattare la situazione con massima allerta e senso di urgenza”, ha detto Kan in un’audizione parlamentare. Kan, in una parte del suo interventodinanzi alla commissione Bilancio della Camera Alta trasmesso dalla tv pubblica Nhk, ha ribadito che la situazione all’ impianto nucleare pesantemente danneggiato dal sisma/tsunami dell’11 marzo scorso resta “imprevedibile”. Ieri, la Tepco, il gestore della struttura, ha reso noto, dopo il ritrovamento di acqua fortemente radioattiva anche fuori dagli edifici dei reattori e delle turbine, di aver rilevato tracce di plutonio in cinque punti diversi della centrale, pur aggiungendo che non ci sono rischi per la salute umana.

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Fukushima, acqua radioattiva in mare
Contaminazione della falda sotto reattore 1

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