Riceviamo e pubblichiamo questa garbata risposta al mio post di ieri del direttore dell’Ansa Luigi Contu che dimostra di essere un giornalista serio, che non si offende ma prende spunto dalla critica dura ma sempre costruttiva del Fatto per migliorare il servizio ai lettori, obiettivo ultimo del nostro lavoro.
Marco Lillo

Voglio tranquillizzare te e i tuoi lettori che l’Ansa non ha alcuna intenzione di smettere di svolgere il suo ruolo di informare costantemente l’Italia, con rigore, attenzione e senza censure. Del resto, basta leggere il nostro archivio per accertare che, unica tra le agenzie di stampa, l’Ansa dà conto quotidianamente di tutte le inchieste che riguardano il governo, le grandi imprese, i partiti attraverso lo scrupoloso lavoro dei suoi cronisti giudiziari da Milano a Palermo. E’ per questo che, a proposito dell’inchiesta della Procura di Roma sulle pressioni subite dall’Agcom, mi hanno molto sorpreso le deduzioni che hai tratto dalle indiscrezioni da noi trasmesse sabato, che senz’altro avrebbero meritato maggiore attenzione e approfondimento. Ma una notizia inesatta o incompleta  (passiamo più o meno duemila tra servizi e notizie al giorno) non giustifica certo le accuse che rivolgi ai nostri giornalisti: conosciamo bene diritti e doveri di questo mestiere e lo dimostriamo tutti i giorni.  L’Ansa non smetterà mai di svolgere il suo ruolo di sentinella dell’informazione, né a favore né contro di alcuno come il suo statuto e la sua storia le impongono.

Un caro saluto,
Luigi Contu

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