A proposito di Grande Fratello. Quest’estate ho avuto l’occasione di intervistare gli aspiranti partecipanti al programma. Mi sono sempre chiesta che cosa spinga le persone a vendere la propria immagine e, talvolta, anche la propria dignità per qualche mese di notorietà: non mi sono bastate due ore per capirlo, ma ho potuto comunque elaborare, a partire dalla mia semplice esperienza personale, un’opinione più chiara su quel che è il sistema del reality show. Da una parte i candidati, fieri della loro prestazione, si lasciano intervistare senza timore: tutti simili, tutti desiderosi di stare davanti ad una telecamera. Dall’altra gli addetti ai lavori (siano essi buttafuori o responsabili del casting) che si preoccupano per quel che potrebbe derivare dalle riprese (peraltro a maggiorenni consenzienti su una strada pubblica) di un cittadino, adducendo improbabili divieti per impedire che voci diverse da quelle ufficiali raccontino un’altra realtà.

Quel che è uscito da quel pomeriggio di giugno è in questo video, non professionale dato il mezzo a disposizione. È una semplice fotografia, uno scorcio di quel che è la situazione che deriva da un programma che ha registrato, la scorsa settimana, il 27% di share.

Ma ogni cosa era a posto, ora, tutto era definitivamente sistemato, la lotta era finita. Egli era uscito vincitore su se medesimo. Amava il Grande Fratello. (1984, George Orwell)

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