Il ddl intercettazioni subirà “sostanziali modifiche”. Ad annunciarlo è il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, durante un incontro col Segretario generale del Quirinale, Donato Marra.
“Raccogliendo le costanti sollecitazioni del Capo dello Stato”, ha detto il Guardasigilli, il gruppo del Pdl alla Camera correggerà la legge. Giorgio Napolitano aveva definito la nuova norma “un problema reale” e si auspicava “soluzione condivise” per un problema “annoso”. Ma quella annunciata da Alfano sarà una reale intenzione, nel giorno del silenzio dell’informazione contro la legge bavaglio, o l’ennesima “promessa” berlusconiana?
Più facile che il premier voglia cedere qualche metro agli avversari interni per non intaccare la maggioranza prima dell’estate. La scadenza per la presentazione degli emendamenti è stata spostata da lunedì mattina a martedì pomeriggio, per poter lavorare ad eventuali modifiche. Anche se esiste la possibilità concreta di un maxi-emendamento. In quel caso la presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, potrebbe esercitare la sua facoltà di presentare delle modifiche proprie.
Le variazioni difficilmente riusciranno a convincere l’opposizione, ma potrebbero ricucire qualche spaccatura all’interno del Pdl. Un lavoro che vede impegnati in prima persona non solo il ministro della Giustizia Alfano, ma anche il presidente della consulta Giustizia del Pdl Niccolò Ghedini, che questa settimana ha trascorso molte ore a Montecitorio.
Berlusconi ha dichiarato nuovamente che la legge “è sacrosanta”. Difficile quindi pensare a un reale “passo indietro”. E i tempi per l’approvazione si stanno allungando: la Camera ha infatti calendarizzato il provvedimento dopo la manovra, cioè il 29 luglio. Non ci saranno, quindi, i tempi necessari per effettuare un nuovo passaggio al Senato e per calmare le acque il ddl potrebbe essere rinviato interamente all’autunno. Bossi, dalla sua, ha fatto sapere di non gradire il voto di fiducia, ma una discussione in aula.
I punti sui quali si potrà intervenire sono per esempio i tempi entro cui si potrà procedere alle intercettazioni, oggi fissati in 75 giorni, prorogabili di 72 ore in 72 ore. Soprattutto su quest’ultimo aspetto è ipotizzabile la proposta di un nuovo meccanismo che introduca una procedura più snella per autorizzare ulteriori intercettazioni. Da verificare poi la possibilità di interventi per quanto riguarda le intercettazioni ambientali, l’utilizzo dei tabulati e, punto a cui la Bongiorno tiene particolarmente, l’abbassamento delle multe per gli editori.

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