Le donne del New Hampshire possono commettere omicidio rimanendo impunite. Per legge. Questo è quello che è accaduto nel Parlamento dello stato della costa est statunitense. Un errore ortografico, un’aggiunta peregrina, un figura davvero barbina, da parte del Senato del New Hampshire che rimarrà negli annali delle gaffe inconsce più clamorose. La proposta di legge New Hampshire Senate Bill 66, approvata dal parlamento nel corso del mese di giugno 2017, aveva come obiettivo primario quello di contrastare il cosiddetto “omicidio fetale”, stabilendo che passate le 20 settimane di gestazione il feto venga considerato come essere umano a tutti gli effetti. Secondo la nuova legge, quindi, chiunque causerebbe la morte di un feto dalle 20 settimane in su andrà processato per omicidio.

Una norma, insomma, che ha equiparato il codice penale del New Hampshire a quello di altri 38 stati americani. Solo che, come hanno sostenuto diverse associazioni di difesa dei diritti delle donne, la Senate Bill 66, poteva essere interpretata anche come una legge per vietare l’aborto e per evitare direttamente questo tipo di protesta i legislatori del New Hampshire hanno aggiunto un’esenzione per le donne che compiono un aborto e per i medici che le aiutano a farlo. Il testo in origine recitava quindi l’esenzione “per qualunque atto” compiuto da una donna incinta o dal suo medico da casi di omicidio di secondo grado, omicidio colposo, o causare o aiutare a compiere suicidio.

“Un siffatto disegno di legge permette il suicidio assistito da parte di un medico e a una donna incinta di commettere omicidi senza conseguenze”, ha dichiarato il deputato repubblicano J.R. Hoell. Solo che prima di accorgersi dell’errore è passata una settimana, e la frittata era già stata fatta con il disegno di legge approvato dal voto di camera e senato del New Hampshire. “Nessuno, in quest’aula, ha votato per permettere a qualcuno di uccidere qualcun altro”, ha precisato il deputato Dick Hinch. Ma nonostante la buona volontà di correggere un paio di parole sfuggite a qualche disattento legislatore, il testo è finito sulla scrivania del governatore repubblicano Chris Sununu. Ora per sistemare il danno c’è tempo fino al gennaio 2018, anche se la pessima figura, oltretutto su un tema così delicato, è stata già fatta.