Via col vento cancellato da un cinema di Memphis perché giudicato “insensibile verso alcuni spettatori del luogo”. La legge del contrappasso in tema di suprematismo bianco e razzismo, dopo le vicende di Charlottesville, colpisce anche il capolavoro cinematografico diretto da Victor Fleming. Presso la sala Orpheus della città dello stato del Tennessee, il film interpretato da Vivien Leigh e Clark Gable, titolo tra i tanti di una lunga e ricca serie estiva di classici, è stato tolto dal cartellone dopo le lamentale di una larga fetta di pubblico che si è espressa perfino su Facebook e Twitter. “L’Orpheum ha preso questa decisione in risposta a richieste specifiche da parte di diversi spettatori”, spiega in una nota ufficiale la direzione della sala cinematografica. “L’Orpheum apprezza i feedback sulla sua programmazione da parte di tutti i membri della comunità locale. Il recente screening di Gone With the Wind all’Orpheum venerdì 11 agosto 2017 ha generato numerosi commenti e li abbiamo esaminati tutti. Ed avendo noi come missione dichiarata di ‘intrattenere, educare e illuminare le nostra comunità’, Orpheum ha deciso di non mostrare più un film insensibile verso una larga fetta della sua popolazione locale”. Come osserva il sito Deadline, il primo a dare la notizia, la popolazione di Memphis è 64% afroamericana.

Il film di Victor Fleming è basato sul libro omonimo di Margaret Mitchell. È stato prodotto nel 1939 ed ha avuto subito un grande successo anche grazie ai suoi otto Oscar vinti, tra cui Miglior Film, Regia, Miglior Attrice, e Miglior attrice non protagonista. Quest’ultima, Hattie McDaniel, “Mami”, la prima vincitrice afroamericana di un Oscar, che nella versione italiana del film parla come una macchietta da continente nero mettendo le b al posto delle p, o le d al posto delle t, non poté nemmeno sedersi a fianco della Leigh, di Gable e del produttore David O. Selznick per via della rigorosa politica antineri dell’hotel Ambassador dove si svolgevano a quel tempo le cerimonie degli Oscar, finendo relegata in un tavolino in fondo alla sala assieme al suo accompagnatore Ferdinand Yober. Allo stesso tempo il classico del cinema statunitense sembra essere invecchiato un po’ male, proprio in merito al cuore del discorso di questa nuova e inattesa polemica molto politica che ha investito gli Stati Uniti. La trama di Via col vento esalta oggettivamente la vita del Sud dell’epoca dal punto di vista dei proprietari terrieri schiavisti, oltretutto infervorati idealisticamente dalla guerra di secessione contro il Nord unionista, e mai sfiorati dal dramma della popolazione nera schiavizzata tra campi e capanne. Un’ultima notazione: sarebbe bello sapere che ne pensa Quentin Tarantino, autore di un anti Via col vento come Django Unchained, che pensa della decisione del cinema Orpheum.