La first lady visita il Texas colpito dalle alluvioni causate dall’uragano Harvey in tacchi a spillo. Anzi no. La first lady parte con i tacchi a spillo (coordinati con bomber militare e pantaloni a sigaretta neri) e poi si cambia, in volo, e quando scende dall’aereo indossa scarpe da ginnastica, camicia bianca, cappellino. Ora, l’indignazione per le decollete scelte dalla first lady sembra non placarsi e in molti, soprattutto su Twitter, la attaccano. Chi con ironia, chi con veemenza. In tanti fanno battute del tipo “cosa può fare per aiutare gli alluvionati Melania Trump, con quei tacchi?”. Un bel niente. Ecco cosa può fare Melania Trump per gli alluvionati, per coloro che hanno perso tutto. Che indossi i tacchi o le sneakers, la first lady non può fare un bel niente. Qui si tratta, semplicemente, di una questione di stile. E lo stile di Melania non ha niente a che vedere con quello delle first lady che l’hanno preceduta alla Casa Bianca. Nessun allure bon ton, poca sobrietà. Understatement? Non grazie. Melania è opulenta. Chi non ricorda la cover di Vanity Fair Messico dove, fresca di elezioni, la nostra si era fatta immortalare con un piatto pieno di gioielli davanti? E chi non ha in mente la giacca Dolce&Gabbana indossata in occasione della sua visita italiana? Melania è così. Barocca. Bella, senza dubbio, ma sempre in bilico sul fossato della volgarità. Nel caso specifico, il problema dei tacchi a spillo non è la scomodità o l’inadeguatezza al contesto. Anche perché, il sospetto che la first lady abbia tutte le possibilità per cambiarsi, in aereo, magari viene. Nel caso specifico, il problema del look scelto da Melania è che fa molto Simona Ventura a spasso per Porto Cervo d’inverno. Poca classe, molto spirito “cougar”. Nessuna delle first lady rimaste nell’immaginario contemporaneo l’avrebbe mai utilizzato. Ma Jackie Kennedy avrebbe mai sposato Donald Trump?