Il terrore torna a colpire alla Spagna dopo gli attentati ai treni del 2004. I 14 morti – bilancio ancora provvisorio – sulle Rambla sono solo l’ultimo attacco jihadista all’Europa negli ultimi 30 mesi. Dall’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, agli attenti di Parigi e Bruxelles, fino alla strage di Nizza e a quella di Berlino fino al kamikaze tra i bimbi di Manchester: dal 2015 l’Europa è sotto attacco da parte di lupi solitari e, come nel caso di Barcellona e Cambrils, di vere e proprie cellule. Hanno giurato fedeltà al califfato di Abu Bakr al Baghdadi, ma agiscono in autonomia e proprio per questo motivo sono imprevedibili. A dimostrarlo è la semplice cronologia delle stragi messe in atto  dal 29 giugno 2014 quando l’iracheno al Baghdadi annunciò la nascita del Califfato, e cioè dello Stato islamico.

Francia, 20 dicembre 2014 – È il 20 dicembre 2014 e all’interno di un commissariato di Polizia a Joué-les-Tours, in Francia, un uomo assalta con un coltello tre funzionari di polizia: due vengono feriti in modo grave. L’assalitore grida “Allah Akbar”, prima di essere ucciso agli stessi poliziotti aggrediti. Il giorno dopo a Dijon, un uomo alla guida di un’auto investe la folla, ferendo 11 persone. Anche lui gridava “Allah Akbar”. Stessa scena a Nantes il 22 dicembre ma questa volta c’è un morto.

Parigi, strage di Charlie Hebdo, 7 gennaio 2015 – Il primo attentato eclatante del “nuovo corso” del terrorismo islamico è l’assalto alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Due terroristi uccidono 12 persone, giornalisti e vignettisti del mensile. Il 9 gennaio il terrorista Coulibaly prende in ostaggio una decina di persone e ne uccide quattro in un supermercato a Vincennes.

Copenaghen, Danimarca, 14 febbraio 2015 – Sparatoria in un caffè di Copenaghen con un morto e tre feriti ad un convegno sulla libertà d’espressione organizzato dall’artista Lars Vilks, autore di numerose caricature del profeta Maometto nel 2007. Poche ore dopo una seconda sparatoria vicino a una sinagoga: 3 i feriti.

Turchia, 20 luglio 2015 – Attentato a Suruc, in Turchia, vicino alla frontiera siriana: 34 morti e un centinaio di feriti tra giovani attivisti della causa curda. Attacco attribuito all’Isis.

Turchia, 10 ottobre 2015 – Alla stazione centrale di Ankara due terroristi uccidono 103 persone durante una manifestazione filo-curda.

Attacchi di Parigi, 13 novembre 2015 – Tre attacchi coordinati a Parigi: 130 vittime. Tre kamikaze si fanno esplodere vicino allo Stade de France, uccidendo un passante. Poi 39 persone vengono uccise a colpi di kalashnikov sparati contro diversi bar e ristoranti. Quindi un commando kamikaze fa irruzione nella sala concerti Bataclan e ammazza 90 persone.

Bruxelles, Belgio, 22 marzo  2016 – Una serie  di attentati compiuti a Bruxelles e rivendicati dall’Isis fanno 35 morti: due attacchi all’aeroporto Zaventem e uno alla stazione della metro di Maalbeek.

Aeroporto di Istanbul, Turchia, 28 giugno 2016 – Terroristi armati di kalashnikov sparano sulla folla e poi si fanno esplodere all’aeroporto di Istanbul: 41 morti e 239 feriti.

Nizza, Francia, 14 luglio 2016 Ottantasette morti, circa 130 feriti di cui una quarantina gravissimi a Nizza per l’attacco di un tir che ha falciato la folla. Un massacro lungo 2 chilometri sul lungomare della Promenade del Anglais, dove la gente festeggiava la presa della Bastiglia. Lo stragista è stato poi ucciso dalla polizia.

Berlino, Germania, 19 dicembre 2016 – Il terrorista tunisino Anis Amri piomba sulla folla a bordo di un camion durante il mercatino di Natale: 12 morti, diversi feriti. Amri verrà fermato e ucciso il 23 dicembre nei pressi della stazione di Sesto San Giovanni, vicino a Milano.

Istanbul, Turchia, 1 gennaio 2017 –
Un uomo armato di kalashnikov ha aperto il fuoco prima sul poliziotto e sulla guardia giurata che si trovavano davanti al Reina Club, una delle più famose discoteche di Istanbul, poi è entrato all’interno e ha cominciato a sparare sulle 600 persone circa che festeggiavano il capodanno. In totale 39 morti e 69 feriti.

Londra, Westminster, 22 marzo 2017 – Un suv piomba sulla folla, lasciando una decina di persone a terra lungo il Westminster Bridge. Quattro vittime. L’uomo scende dal mezzo e, armato di coltello, fa irruzione nella sede del Parlamento inglese dove viene ucciso, non prima però di aver accoltellato a morte un poliziotto.

Stoccolma, Svezia, 7 aprile 2017 – Un camion lanciato contro la folla nella zona commerciale della capitale svedese fa 4 morti. Il tir piomba sulle persone che passeggiano davanti a un centro commerciale nell’isola pedonale di Drottninggatan. Ventiquattr’ore dopo viene arrestato un uzbeko di 39 anni,  Rakhmat Akilov. Due giorni più tardi dirà agli inquirenti: “Ho investito gli infedeli su ordine dell’Isis”.

Parigi, Champs-Elysées, 20 aprile 2017 – A pochi giorni dalle elezioni, il terrorismo piomba sugli Champs-Elysées: una sparatoria a colpi di kalashnikov fa 2 morti, un poliziotto e l’attentatore, un uomo schedato dagli 007 come “radicalizzato a rischio”.

Manchester, Inghilterra, 22 maggio 2017 Un kamikaze si fa esplodere al termine del concerto di Ariana Grande, cantante amata dai teenager, alla Manchester Arena. È una strage che colpisce soprattutto bambini e giovani: 22 morti e 120 feriti. L’attentatore viene identificato in Salman Abedi.

Londra, 4 giugno 2017 – Il terrorismo colpisce ancora l’Inghilterra: attorno alle 23, tre uomini a bordo di un camion prima investono la folla che passeggiava sul London Bridge. Poi scendono dal veicolo e accoltellano le persone che si trovavano all’esterno di un pub, prima di essere uccisi dalla polizia. Sette morti, 48 feriti.