Tante brave persone. Facce pulite. Sicuramente tanta gente onesta. Che ama i propri figli. Che paga le tasse. Che ha un senso civico.

Erano tutte schierate davanti a Montecitorio a protestare, a volte urlando, per la libertà.

Bella cosa la libertà.
Ma, come ricordava un certo Martin Luther King “la mia libertà finisce dove inizia la vostra”. Il dizionario Italiano, poi, definisce: “La libertà è la facoltà dell’uomo di determinarsi da sé, di agire secondo la propria volontà e la propria ragione”.

Bene, tutta quella brava gente urlante difendeva la propria libertà.
Per la precisione, la libertà di fare come gli pare relativamente alla possibilità di vaccinare o meno i propri figli. Attenzione, non pretendevano, come sarebbe sacrosanto, vaccini sicuri, testati e scientificamente riconosciuti come innocui alla salute (anzi, di salvaguardia ad essa), ma pretendevano e pretendono la ‘libertà’ di non vaccinare proprio i figli.

 

E’ qui che si ingenera il grosso equivoco che rende impossibile l’attuazione di questa pretesa ‘libertà’. Tutta questa brava gente integerrima agisce secondo la propria volontà ma certamente non secondo ragione.

Da quando nel 1796 il medico di campagna Edward Jenner ebbe l’intuizione della vaccinazione, milioni e milioni di esseri umani si sono salvati da morte certa per vaiolo, poliomelite, morbillo, tetano, difterite, rosolia ed epatite.

Un dato certo è che nel 1921 le morti per difterite nel mondo occidentale furono 206.939, nel 2009, zero.
Quelle per morbillo nel 1941, 894.134, nel 2009, 61.
Quelle per rosolia, nel 1969, 57.686, nel 2009, 4.

Se volete divertirvi, guardate lo schema del morbillo dell’epidemiologo Pier Luigi Lopalco. L’Italia oggi lo ha endemico. Come il Kazakistan. Peggio dell’Uzbekistan, che lo ha eliminato, grazie ai vaccini. La vaccinazione, è stato un tale balzo evolutivo per l’umanità, da essere stato paragonato all’accesso libero all’acqua potabile.

Ecco che la “libertà” invocata da tutta quella brava gente che protestava davanti a Montecitorio si ridimensiona a rivendicazione personalissima ed anche piuttosto egoista. Uno Stato che sia degno di questo nome infatti ha l’obbligo morale e materiale di tutelare la salute pubblica, tanto che la nostra Costituzione, all’articolo 32, recepisce questo dovere come uno di quelli fondamentali: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

La salute di tutta una popolazione allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e delle evidenze fattuali è tutelabile soltanto prevedendo una obbligatorietà vaccinale per tutti. Una sola unità senza protezione mette a repentaglio tutti gli altri. Ecco dunque che la richiesta di “libertà” di tutta quella brava gente integerrima è assolutamente equivocata nella sua ontologia e nel suo diritto.

Eppure, non si tratta di beceri ignoranti. Come evidenzia il libro “Chi ha paura dei vaccini?” di Andrea Grignolio, docente di storia della Medicina alla Sapienza di Roma, “I genitori che hanno paura dei vaccini sono dei quarantenni che hanno un livello culturale medio alto e sono economicamente benestanti. Le ricerche neuropsicologiche ci dicono che questo genere di persone ha un’alta percezione del rischio perché ha gli strumenti cognitivi per andare su internet e leggere tutte le informazioni, per lo più sbagliate, che la rete riporta e quindi sono le uniche che si espongono paradossalmente al carico informativo eccessivo, contraddittorio e carico di rischi che la rete riporta sul tema dei vaccini”.

Anche se si fanno sempre più numerose le voci di studiosi indipendenti che cercano di rassicurare questa brava gente con prove scientifiche e seri studi, il danno fatto da un ignobile cialtrone che nel 1998 mise in relazione i vaccini con l’autismo, grazie alla potenza (quella sì virale) di internet, ha fatto ormai danni irreparabili.

Eppure, perfino il MoVimento 5 Stelle, che per alcune antiche prese di posizione di Grillo da comico, viene identificato da molti come portavessillo dei NoVax, in realtà ufficialmente ha fatto una proposta di legge che prevede un serio approfondimento sul tema, riconoscendo che “esiste un mondo di disinformatori professionisti e sfruttatori della credulità popolare che opera in totale libertà senza alcun contradditorio o controinformazione etica da parte degli organi proposti, lucrando sulla debolezza ed ansia dei genitori” (parole della senatrice Elena Fattori).

E’ comprensibile quindi che tanti bravi genitori, per pura ignoranza, o perché hanno avuto la malaugurata sorte di trovarsi in casa un bimbo con qualche tipo di problema, indirizzino tutta la loro ansia verso un nemico invisibile che mettono in relazione con la loro sfortuna.

E’ la posizione ha la stessa razionalità di chi, contro i piromani, vorrebbe abolire il fuoco. Il Medio Evo 2.0 paventato da Enrico Mentana.

Per favore approfondite e, ogni tanto, leggetevi Medbunker.