Le auto con motore a gasolio più recenti, e dotate di filtro anti-particolato, inquinano meno di quelle a benzina perché emettono meno polveri sottili. La questione, semmai, riguarda quelle più vecchie (e sono la maggioranza) che non ne sono equipaggiate, come sostiene Scientific Reports, pubblicando uno studio dell’università di Montreal. O i costruttori, aggiungiamo noi, che barano sui dispositivi per il controllo dei gas di scarico.

Comunque sia, gli specialisti canadesi hanno effettuato una serie di test in un’apposita “camera dello smog”, misurando le emissioni sia di vetture con motori a benzina che diesel, forniti questi ultimi di congegni anti-particolato.

I risultati hanno messo in evidenza come, tra le due opzioni, non ci sia paragone: “le auto a benzina hanno emesso mediamente 10 volte più polveri sottili a 22 gradi di temperatura, mentre a 7 gradi la differenza è risultata addirittura di 62 volte“. Un aumento dovuto, secondo i tecnici, alla partenza a freddo: non essendo ancora in funzione la marmitta catalitica, il motore a benzina è meno efficiente.

La realtà, tuttavia, è che nelle nostre città circolano parecchie auto a gasolio datate: dunque l’effetto benefico dei filtri viene in pratica annullato. “Le emissioni di polveri sono molto più alte dai diesel senza filtro antiparticolato, quindi le emissioni dalle auto a gasolio saranno importanti ancora per qualche tempo”. Almeno fino a quando non si sostituiranno quasi per intero quelle vecchie con vetture più moderne.

“I risultati di una nostra simulazione“, spiegano dall’università di Montreal, “mostrano che in presenza di solo un 3% di auto diesel senza filtro il contributo dei veicoli a gasolio alle emissioni in Europa rimarrà quello principale”. Soprattutto per questo, a ben vedere, il ringovanimento del parco auto rimane una priorità. Che però non significa mettere in difficoltà chi una macchina nuova non se la può permettere.