Dopo una nottata di ricerche tutti gli otto corpi dei dispersi sotto le macerie della palazzina crollata a Torre Annunziata sono stati ritrovati. I vigili del Fuoco, che hanno lavorato 24 ore senza sosta, hanno individuato questa mattina le ultime due vittime e le hanno estratte dai detriti.  Si tratta di Francesca e Salvatore, 11 e 8 anni, figli dei coniugi Guida che abitavano al terzo piano dell’edificio. Tutti i dispersi sono dunque morti. Le ricerche dei soccorritori sono andate avanti tutta la notte ma le speranze di trovare superstiti si affievolivano di ora in ora. Dalle 6.30 del 7 luglio quando, avvenuto il crollo, si è scavato a mani nude. Durante la notte sono stati recuperati i corpi senza vita degli altri tre adulti seppelliti dalle macerie: si tratta di Pasquale e Anna Guida e di Giuseppina Aprea, che vanno aggiungersi a quelli dei coniugi Giacomo Cuccurullo e Adelaide Eddy Aprea e del figlio venticinquenne Marco già individuati in serata.

Tutte le salme sono state portate nell’obitorio di Castellammare di Stabia. Le operazioni di scavo sono state momentaneamente sospese e l’area recintata. A questo punto la preoccupazione dei  vigili del fuoco è di mettere in sicurezza l’area.

La procura intanto ha aperto un’inchiesta per crollo colposo e omicidio colposo plurimo e sono stati acquisiti dall’Ufficio tecnico del Comune i primi documenti relativi all’immobile e ai lavori di manutenzione ordinaria che stavano interessando i piani inferiori dell’edificio. L’intera area è stata posta sotto sequestro. Sul posto questa mattina era presente il pm titolare dell’inchiesta, Andreana Ambrosino.  Non risultano al momento persone indagate, ma il pm ha detto che “nessuna pista è esclusa”.

Non c’è stato nessuno scoppio, ieri mattina, soltanto il boato del palazzo che cadeva. Così un testimone descrive il crollo : “Un tonfo, una grande nuvola bianca con urla strazianti che ho ancora nella testa”. E’ successo intorno alle 6.30, quando il terzo e quarto piano – l’ultimo – della palazzina sono crollati a Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

“Stiamo valutando l’eventualità di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Adesso, però, è presto per queste cose. Attendiamo gli esiti delle autopsie e delle indagini”. È ancora visibilmente scosso il sindaco Vincenzo Ascione, da questa mattina tornato sul lungo del crollo. “Per la città – prosegue il primo cittadino – è una tragedia immane. Non facciamo polemiche e attendiamo i risvolti di ordine giudiziario”.

Le sedici famiglie del palazzo adiacente a quello caduto, più le due famiglie che abitavano nella parte non crollata della palazzina, restano evacuate. Mentra la la linea ferroviaria secondaria Napoli-Salerno è ancora interrotta. I tenici e i pompieri stanno valutando come e dove smaltire le macerie, che verranno in ogni caso prima accumulate nel canalone dove passa la linea ferrata e poi smaltite da ditte specializzate.

 

Le condizioni strutturali dell’edificio – La palazzina si trova in via Rampa Nunziante, a ridosso del lungomare e nei pressi di una stazione ferroviaria trenitalia, che è stata chiusa anche per le macerie e i calcinacci che ostruiscono i binari. E i due piani, dicono alcuni testimoni, sono crollati poco dopo il passaggio di un treno. “Ho sentito il rumore del palazzo che crollava”, racconta una persona che abita a ridosso dell’edificio. E aggiunge: “Qui sotto passano i treni merci e qualcuno mi ha detto di aver sentito che poco prima del crollo ne era passato uno”. Una testimone che abita al quarto piano di un condominio di via Gino Alfani, di fronte all’edificio crollato, spiega: “Il tonfo, fortissimo, è avvenuto alle 6:25 e mi sono affacciata subito al balcone. Di fronte a me il palazzo che si sbriciolava e ho sentito ‘aiutateci, aiutateci’, urla strazianti…c’è gente che ha pensato al terremoto ed è scappata”. La signora parla di “scene indescrivibili” e aggiunge: “Conosco tutti lì, in quell’edificio. Al secondo piano c’è la mia sarta, viveva da sola”. Dopo il tonfo, aggiunge la signora, “è transitato un treno delle FS”.

Se però Rete Ferroviaria Italiana assicura che “le vibrazioni emesse dal passaggio dei treni non hanno alcun effetto sulla stabilità dei fabbricati adiacenti la linea ferroviaria, né tanto meno su quelli posti in alto”, dall’altra parte emergono elementi preoccupanti sulle condizioni strutturali della palazzina. Non erano state emesse ordinanze di sgombero, dice Ascione, ma erano “state presentate solo due ‘Dia’ per lavori di manutenzione”. “Certo – puntualizza il sindaco – era un palazzo messo male. Mi dispiace che un tecnico del Comune non abbia potuto accorgersi della situazione perché qualche segnale avrebbe dovuto esserci”. E anche i vicini erano da tempo preoccupati per le condizioni dell’edificio. “La gente aveva già espresso la propria preoccupazione per i lavori. Qualche avvisaglia di pericolo c’era già stata” dice Vincenzo Frapolla, amministratore del condominio “Residenza a mare”, uno stabile che si trova proprio di fronte alla palazzina crollata. “Meno male che appena qualche settimana fa abbiamo provveduto a pulire la zona – prosegue – perché diversamente i soccorritori non avrebbero potuto lavorare”. Proprio dei lavori nella palazzina crollata parla l’ex sindaco di Torre Annunziata Giosuè Starita, secondo cui a determinare il disastro sarebbe stata la manomissione di una putrella durante le opere edilizie in corso al secondo piano dell’edificio. “Qui – ha detto Starita – c’era un appartamento vuoto recentemente acquistato. I nuovi proprietari avevano avviato la sostituzione del pavimento. Mi pare probabile che una negligenza tecnica durante questi lavori e la manomissione di una putrella possano avere definitivamente compromesso la statica dell’edificio. Si parla di lavori di manutenzione ordinaria – ha aggiunto l’ex sindaco – ma poi magari si faceva altro e si è compiuto qualche errore tecnico”.


Il sindaco Ascione assiste e, dove possibile, coadiuva il lavoro delle squadre di intervento che scavano insistentemente nella speranza di estrarre qualche persona viva: “Stiamo provvedendo a fornire le squadre di intervento di bevande con sali minerali per permettere loro di reintegrare quelli persi in questa giornata molto calda”. Il sindaco parla anche della palazzina: “Si tratta di una costruzione degli anni Cinquanta-Sessanta, in una zona residenziale della città. Quelle alle quali stiamo assistendo sono scene inimmaginabili, tragedia immane. Gli uomini del pronto intervento non si fermeranno fin quando ci sarà la possibilità di tirare fuori persone vive”. Alle operazioni di soccorso stanno partecipando anche decine di cittadini torresi. I gestori di alcuni lidi della cittadina vesuviana hanno chiuse le strutture e con i bagnini si sono presentati sul posto. Le condizioni di lavoro sono difficili, sotto un sole sempre più cocente e a temperature molto alte.

L’esperto: “Serve fascicolo di fabbricato” – “Al di là di quelli che saranno gli esiti dei rilievi tecnici e delle indagini della magistratura, il crollo della palazzina che si è verificato a Torre Annunziata riporta per l’ennesima volta all’attenzione di tutti l’estrema fragilità del patrimonio edilizio italiano. Si spera ovviamente che il bilancio delle vittime sia il più contenuto possibile, ma non si possono continuare a piangere i morti e i feriti di eventi più o meno catastrofici senza mettere in campo delle effettive contromisure”, spiega Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale nell’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea spa.  “Bisogna entrare nell’ordine di idee – aggiunge – che anche gli immobili vadano curati in modo serio e continuativo: come si fanno periodicamente i tagliandi e le revisioni per le automobili o per le caldaie, a maggior ragione deve essere fatto altrettanto per gli elementi strutturali delle abitazioni. Anche i proprietari sono chiamati a un salto di qualità culturale da questo punto di vista”.

L’esperto sottolinea che “proprio di recente è stato presentato in Senato un nuovo e interessante disegno di legge che prevede l’introduzione a livello nazionale dell’obbligatorietà del fascicolo di fabbricato, strumento indispensabile per porre un argine alle molteplici criticità urbanistiche e abitative del nostro Paese. Il provvedimento ribadisce l’importanza che ogni edificio, indipendentemente dalla sua destinazione funzionale, possieda una sorta di carta d’identità, di patente che riporti le caratteristiche urbanistiche, strutturali e manutentive del manufatto, nonché le peculiarità geologiche dell’area circostante”.

“L’impianto normativo – prosegue Simoncini – risulta apprezzabile anche perché prescrive l’aggiornamento periodico del documento, vincola alla correttezza dello stesso il rilascio di autorizzazioni e certificazioni e prevede una fiscalità agevolata per le spese sostenute dai proprietari. L’esistenza del fascicolo di fabbricato è ampiamente prevista in tante leggi regionali, ma la sua effettiva applicazione è demandata ai Comuni: questi ultimi, puntualmente, ne vanificano presupposti ed effetti, sia per mancanza di risorse finanziarie sia perché preferiscono non assumere la paternità di una misura che comporta un esborso per i cittadini e l’emersione di situazioni di abusivismo o irregolarità. Un intervento legislativo a livello nazionale risulta dunque indispensabile, altrimenti saremo condannati a vivere con sempre maggiore frequenza drammi come quello di Torre Annunziata”.

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