Galeotta fu la cena di beneficenza con Vladimir Putin. La Corte d’Appello di Trieste ha confermato la condanna per Ornella Muti a sei mesi di reclusione e 500 euro di multa. Secondo il collegio presieduto dal giudice Pier Valerio Reinotti l’attrice è stata ritenuta colpevole di truffa aggravata per aver fatto cancellare, causa tracheite, tre sere di un suo spettacolo al teatro Verdi di Pordenone nel dicembre 2010. In realtà la stessa sera del debutto la Muti atterrò a San Pietroburgo per partecipare ad una cena di beneficenza organizzata da Vladimir Putin. Come riporta il sito web de Il Gazzettino, da un grado di giudizio all’altro la pena inflitta all’attrice è stata mitigata, dal momento che prima della sentenza di ieri era di 8 mesi e 600 euro di multa poi diventati 6 mesi e 500 euro di multa: “L’imputazione di truffa aggravata è stata anche riqualificata in un tentativo, ma tutto il resto è stato confermato”. Inoltre, alla parte civile, l’Associazione teatro Pordenone sono stati riconosciuti 3.600 euro come spese di lite. Mentre la sospensione condizionale della pena per la celebre attrice è stata subordinata al pagamento di una provvisionale di 30 mila euro al Teatro Verdi.

Il procedimento contro la Muti è iniziato sette anni fa e ha raggiunto il primo grado di giudizio nel febbraio 2015 quando il Tribunale di Pordenone l’ha ritenuta colpevole. Durante il dibattimento erano stati sentiti diversi testimoni dell’entourage della Muti per comprendere le reali condizioni di salute dell’attrice in quel giorno di dicembre e il suo avvocato Salvatore Sciullo aveva chiesto perfino di sentire come teste lo stesso Putin. Richiesta poi respinta dalla corte. La protagonista de La ragazza di Bube, come di tanti successi cinematografici del cinema italiano anni ottanta, fece però sapere “di non essere in condizione” di pagare la condizionale da 30mila euro. “Sembra incredibile che un’attrice ancora in auge, spesso presente a talk-show e trasmissioni televisive possa versare in condizioni di indigenza tali da non permetterle di onorare i suoi impegni con la giustizia”, commentarono i legali del teatro Verdi. Era poi stata la Procura Generale a proporre appello incidentale rilevando che la pena inflitta alla Muti fosse “mite”.