E ritorna il Roma Pride, il grande corteo per i diritti delle persone Lgbt che come ogni anno sfilerà nella capitale il prossimo 10 giugno. Per l’occasione, questo sabato sera 3 giugno si inaugurerà la Gay Croisette in via di San Giovanni in Laterano, proprio al cospetto del Colosseo, per una settimana di dibattiti e di incontri. Cultura e momenti ricreativi che il movimento romano offre alla cittadinanza per favorire l’incontro tra tutte le diversità: quella eterosessuale e la comunità arcobaleno.

«Come ogni anno, dal 1994 – ha dichiarato il portavoce del pride romano, Sebastiano Secci  – attraverseremo senza nasconderci le strade di Roma. In un periodo in cui le ombre della sessuofobia e del moralismo tornano ad allungarsi, la parata dell’orgoglio Lgbtqi sarà l’occasione per offrire la migliore immagine che abbiamo di noi: i nostri corpi. Nella loro molteplicità e diversità, i nostri corpi superano i confini imposti dal binarismo di genere, da modelli e ruoli stereotipati di femminilità e di mascolinità, dalle identità nazionali, dal perbenismo, dalle norme e dalle classi sociali.»

Ed è sull’autodeterminazione dell’individuo, attraverso le libere scelte sul proprio corpo, che si incentra il cuore politico della manifestazione di quest’anno. A partire dalla campagna di comunicazione, intitolata “Corpi senza confini” e il cui slogan è “Scopriamoci”. Come si legge nel comunicato diramato dal Circolo Mario Mieli, che è tra gli organizzatori, i soggetti ritratti «sono gay, lesbiche, trans FtM ed MtF ed etero, con i loro corpi e le loro identità. Il concept è stato quello di ritrarre quei #corpisenzaconfini che già negli scatti rimandano all’idea di una comunità in movimento e a un Pride orgoglioso, colorato e gioioso».

Liberazione del sé, quindi. Parola d’ordine che non è piaciuta ai soliti detrattori. E non solo quelli del mantra della “carnevalata” (e ben venga anche il carnevale!) ma anche quella porzione – per fortuna sempre meno rappresentativa, anche dentro la stessa comunità Lgbt – di certe (arcaiche) femministe che hanno deciso di schierarsi sulle posizioni della peggiore destra omofoba e ultraclericale riguardo a temi quali gestazione per altri e omogenitorialità. Proprio alla vigilia del pride di Arezzo – il primo dei cortei che percorreranno tutta l’Italia fino ad agosto, per l’imponente manifestazione dell’Onda Pride – Arcilesbica nazionale aveva diramato un comunicato percepito come omofobico e proprio contro i padri gay. Fatto che ha creato un vero terremoto dentro l’associazione e che ha portato la maggioranza dei circoli – dieci su sedici – a sconfessare l’operato della dirigenza.

Non resta che partecipare a questo grande momento di democrazia e di liberazione: delle proprie scelte, delle proprie identità e del modo di concepire se stessi/e. Non come soggetti da tollerare, in un sistema che non ti ha previsto, ma come persone che a pieno titolo entrano nell’esistenza, senza chiedere il permesso a nessuno. Buon pride!