UNA VITA – UNE VIE di Stéphane Brizé. Con Judith Chemla, Jeanne-Pierre Darroussin, Yolande Moreau. Francia/Belgio 2016. Durata: 119’. Voto 4/5 (AMP)

Cambia registro ma non perde ispirazione Stéphane Brizé mentre passa dalla denuncia socio-civile de La legge del mercato alla rilettura del primo Maupassant di Una vita. Titolo semplice e complesso come solo la vita può essere, riferisce il racconto di Jeanne, giovane appena uscita dal collegio e già pronta a farsi sposa per volere altrui. Nulla di strano per la Francia del 1819, tutto di meraviglioso quando la protagonista di quell’esistenza è una donna pura, capace di illuminare gioie e sofferenze. Brizé adatta il classico con lo sguardo moderno ma rispettoso del modello narrativo d’eccellenza per l’epoca: la lettura del diario. Quello di Jeanne percorre gli anni della sua esistenza, mentre osserva il marito infedele precedere il figlio che cresce avido e violento. Ad accompagnare la sua voce ecco le sequenze imbastite dalla regia bella del cineasta di Rennes, coerenti al sentire vertiginoso della donna in un linguaggio assai vicino al free cinema. Un film-gioiello, essenziale e profondo, elegante e originale: uno dei migliori del concorso veneziano 2016, premiato col FIPRESCI e promosso dal SNCCI. Da non perdere.