Se fossi una persona educata lascerei che fossero gli altri a parlare del mio nuovo programma “Bangkok Addicted” (che andrà in onda da lunedì prossimo tutti i giorni su Rai 4 alle 20:30), ma poiché sono bravo a tirare pesci in faccia agli altri quanto l’acqua al mio mulino, lo farò io.

Non sarò autocelebrativo, promesso, anche perché c’è poco da celebrare soprattutto riguardo la mia persona, ma vorrei raccontarvi di questa esperienza fighissima che ho avuto l’onore e l’onere di fare. Dopo aver vinto due anni fa Pechino Express, assieme al mio compagno di sventure Roberto Bertolini (che io chiamo COCCO perché ha la testa a forma di noce di cocco, peluria compresa), l’autunno scorso abbiamo ripercorso la tratta di “Pechino Express” facendo degli approfondimenti più o meno seri, ma più spesso divertenti, che hanno dato vita a “Pechino Addicted”, uno spin off dell’adventure game più fico nel panorama televisivo nazionale.

Grazie a Dio, a Magnolia, alla Rai e soprattutto a quei matti che ci han seguito, quest’anno ci siamo staccati da Pechino Express e siamo stati messi alla guida di un programma tutto nostro, simile a quello precedente ma per certi aspetto molto più fico. La storia è questa: Costantino della Gherardesca ha deciso, dopo aver viaggiato per il mondo sia per conto suo che per il servizio pubblico nazionale, di aprire un’agenzia di viaggi: la “COSTANTOUR”. Chi sono i malcapitati che dovranno creare degli itinerari di viaggio perfetti da vendere ai fantomatici clienti di questa agenzia? Io e Cocco. E quindi siamo partiti alla volta della Thailandia per registrare ben 40 puntate da 30 minuti che vi intratterranno poco prima di cena (se abitate al sud) e subito dopo cena (se abitate al nord), cioè alle 20:30.

Abbiamo percorso due mila chilometri scandagliando la Thailandia in lungo e in largo, dal nord al sud, passando per isole paradisiache, metropoli psichedeliche e tribù fuori dal tempo. Abbiamo ammirato templi, praticato qualunque tipo di rito Buddhista e di sport estremo, intervistato personaggi incredibili, bevuto nei migliori e peggiori locali del sud est asiatico, ingurgitato qualunque tipo di cibaria tipiva e soprattutto abbiamo riso come matti.

Immaginate due dementi che si improvvisano Piero Angela e Licia Colò ma che sono la versione gay di Sandra e Raimondo senza l’amore di mezzo, in giro per la Thailandia, alla ricerca di contenuti da portare al proprio pubblico, cadendo, litigando, inventando lingue inesistenti, cavalcando elefanti, combattendo contro scimmie e rischiando la vita facendo rafting o appesi ad un filo in mezzo alla giungla. Solo a raccontarlo mi viene da ridere perché sembra uno scherzo, anzi, l’inizio di una barzelletta. Però sono contento perché tra una “scheccata” e l’altra abbiamo visto dei posrti incredibili, conosciuto un popolo meraviglioso e credo che buona parte di tutta questa bellezza arriverà anche a chi avrà modo di seguirci. Più che Geo&Geo sembra Gay&Gay però, state tranquilli, non siamo “eterofobi”: ci siamo rivolti a tutti, dalle ragazzine 15enni pazze per Justin Bieber ai signori di una certa età che guardano “La domenica sportiva”. Quindi nulla, che dirvi: mi do l’in bocca al lupo da solo e poi lunedì mi farete sapere.