Stop al conio delle monete da 1 e 2 centesimi di euro. Stretta contro l’evasione del bollo auto. Rinvio dell’estensione dello split payment dal luglio 2017 all’1 gennaio 2018. Raddoppio delle tasse sul Lotto al posto dell’aumento del Prelievo erariale unico. No, invece, all’Iva agevolata sui prodotti per l’infanzia e sui pani speciali. La commissione Bilancio della Camera ha passato al vaglio i 2.517 emendamenti alla manovra correttiva presentati la scorsa settimana e ne ha bocciati 900, giudicati inammissibili per estraneità di materia. Respinta al mittente anche la proposta a prima firma Zanetti che prevedeva l’introduzione di una flat tax al 10% per i pensionati stranieri che trasferiscono la loro residenza in Italia. Molte le proposte per sostituire i voucher: introdurre dei coupon, come propone Ap, una card per il lavoro saltuario, come chiede la Lega, oppure un vero e proprio “libretto famiglia” per pagare le prestazioni occasionali di colf, badanti ma anche insegnanti che danno ripetizioni ai figli a scuola, come vuole il Pd.

Ammissibile l’emendamento del Pd (prima firma Boccadutri) in base al quale “a far data dal 1o gennaio 2018 è sospeso il conio delle monete da 1 e 2 centesimi”, si legge nel testo. Il risparmio sarà destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro il primo settembre 2017”, continua il testo, “si stabiliscono le modalità attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sono arrotondati nel periodo di sospensione”. Altri due deputati Pd chiedono che l’estensione della cosiddetta autoliquidazione dell’Iva – una delle misure cardine della correzione dei conti da 3,4 miliardi prevista nel decreto – scatti solo l’1 gennaio 2018. Ma nei 6 mesi di applicazione del meccanismo nel corso del 2017 il governo punta ad incassare poco più di 1 miliardo di euro, cifra che salirà a 1,5 miliardi nel 2018. Andrea Mazziotti (Civici e Innovatori) punta invece a evitare che anche le prestazioni dei liberi professionisti siano assoggettate allo split payment, cosa che li metterebbe in crisi perché non potranno più compensare i loro crediti Iva con il debito nei confronti dello Stato.

Sempre il Pd, primo firmatario Francesco Ribaudo, ha poi presentato un emendamento che punta a ridurre l’evasione del bollo auto: gli uffici del dipartimento dei Trasporti e le autofficine autorizzate a fare la revisione dovranno controllare che i proprietari dei veicoli abbiano sempre pagato tassa di proprietà e tassa di circolazione e che il mezzo non sia sottoposto a fermo amministrativo. In caso di mancato pagamento, non è possibile procedere con la revisione del veicolo e il proprietario è obbligato a effettuare i pagamenti mancanti.

Tra i cassati ci sono le proposte fotocopia presentate da Pd, Sc e Lega per applicare, in modo certo e definitivo, l’Iva al 4% anche ai pani speciali e quella di Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana che in due distinti emendamenti chiedevano l’abbassamento sempre al 5% dell’aliquota su pannolini, seggiolini, biberon e box. Nell’emendamento di Si erano citati anche “pannolini riciclabili, latte speciale o vegetale per allergici o intolleranti, prodotti alimentari destinati ai bambini da 0 a 3 anni, prodotti per l’igiene neonatale e per allergici e intolleranti”.

Numerose le richieste di modifica che si concentrano sul lavoro accessorio, che dopo l’abolizione dei voucher deve essere in qualche modo regolato. Il deputato Pd Tiziano Arloti chiede che siano riaperti i termini per l’acquisto dei buoni lavoro “nelle more della definizione di una disciplina organica delle attività lavorative occasionali, e comunque non oltre 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, esclusivamente per l’utilizzo nelle attività di carattere stagionale”. Ma si parla anche di un ritorno in pianta stabile, sotto altro nome. Il Pd propone il libretto famiglia per piccoli lavori domestici, come l’assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap; per l’insegnamento privato supplementare; piccoli lavori di giardinaggio nonché di pulizia e manutenzione dell’abitazione; realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli, organizzate da soggetti non aventi finalità di lucro o da Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. I compensi non possono superare i 5mila euro in un anno per non più di 1.500 per ciascun committente. Che, a sua volta non può corrispondere compensi di importo complessivamente superiore a 7.500 euro. La retribuzione oraria delle attività lavorative occasionali è fissata in 12 euro ed è periodicamente aggiornato con decreto del Ministro del lavoro.

La proposta Ap parla di coupon il cui valore nominale è fissato con decreto del Ministro del Lavoro, “tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative e delle risultanze istruttorie del confronto con le parti sociali. In attesa dell’emanazione del decreto il valore nominale dei coupon orari è fissato in 12 euro”. Il M5s lancia invece i chéques orari dal valore di 15 euro in attesa di apposito decreto. Mentre la Lega lancia la ‘card’ personale e nominativa, rilasciata dagli uffici postali su cui accreditare compensi per attività lavorative temporanee, svolte anche in favore di più committenti, non superiori a 7mila euro nel corso di un anno solare. Possono usarla disoccupati da oltre un anno, casalinghe e pensionati, giovani di età inferiore a venticinque anni universitari o studenti e i disabili e i soggetti in comunità di recupero.

Spunta anche una sorta di sanatoria per chiudere la vicenda dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale perché nominati senza concorso. Un emendamento firmato da Rocco Palese (Cor) prevede infatti una stabilizzazione nel ruolo di dirigenti di quanti sono in servizio da almeno 5 anni in area apicale e negli ultimi 8 anni ne hanno fatti almeno 3 da dirigenti con valutazioni positive. L’emendamento, si legge nella relazione, ha lo scopo di risolvere la questione garantendo “la regolare funzionalità dell’amministrazione finanziaria, anche al fine di non pregiudicare il buon esito delle manovre fiscali” contenute nel decreto.