Quello che si sospettava fin dal primo giorno si è manifestato tale. “La Asl ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato, ha comunicato in una nota il procuratore di Velletri Francesco Prete, titolare dell’inchiesta per incendio colposo nel capannone di Pomezia. Ma i cittadini non hanno atteso i dati ufficiali e da venerdì scorso hanno iniziato a tempestare di chiamate e mail l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) che ha messo subito a disposizione un pool di medici, psicologi e avvocati operativo 24 ore su 24 per assistere e supportare i residenti terrorizzati.

Oltre 600 i cittadini che si sono rivolti all’Ona
Vomito, bruciore agli occhi, difficoltà respiratorie e eruzioni cutanee, sono questi i problemi più frequenti segnalati dagli oltre 600 cittadini che si sono rivolti all’Ona. “Sono asmatica e da venerdì notte dopo il rogo di Pomezia ho iniziato ad avvertire problemi respiratori – ha detto allarmata all’Ona una ragazza di 30 anni – bruciore alla gola e allo stomaco. Purtroppo non ho le possibilità economiche per andare fuori e allontanarmi per qualche giorno altrimenti lo avrei già fatto. Ho provato a fare un giro nelle farmacie ma nessuna ha le mascherine ffp3 quindi vi chiedo, visto che i giorni stanno passando, come posso fare dal momento che non posso stare tutto il giorno rinchiusa in casa”. “Mi sono uscite sulla pelle delle macchie rosse e un’irritazione ad un occhio” comunica preoccupato un altro signore sulla cinquantina. “Da venerdì – denuncia una residente di 55 anni – ho dei gravi problemi respiratori ed ho già mio nonno che è morto per l’amianto. Sinceramente non vorrei fare questa fine. Ho deciso di denunciare chi ha procurato questo disastro ambientale”.
Molte anche le richieste di supporto da parte di genitori preoccupati per la salute dei propri figli: “Sono la mamma di una bambina di 8 anni che risiede nel comune di Pomezia. Mia figlia ha avuto episodi di nausea e vomito sabato mattina e i giorni seguenti. Inizialmente ho pensato ad una semplice influenza intestinale ora leggendo diversi articoli in cui molte persone hanno avuto sintomi di nausea e vomito sono preoccupata. Ho anche un altro bambino di 4 anni che non ha manifestato nessun malessere ma sono altrettanto in pensiero”

Il ministro della Salute rassicura: “Non c’è presenza di fibre di amianto nell’aria”
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rendendo noti gli ultimi dati rilevati, ha sottolineato durante il question time di oggi alla Camera che “non c’è presenza di fibre di amianto nell’aria”. Mentre per quanto riguarda la diossina “i dati saranno disponibili da domani perché i tempi di analisi sono maggiori”, ha dichiarato il ministro. “Sarebbe opportuno – replica Ezio Bonanni, presidente dell’Ona – precisare quando, dove e come sono stati effettuati i rilievi e il tipo di tecnica utilizzata, anche e soprattutto rispetto ai venti prevalenti. Una cosa è certa: poiché le strutture andate a fuoco contenevano amianto, è evidente che le fibre si sono aerodisperse nell’ambiente circostante. Rimaniamo in attesa, dunque, di ricevere dal ministro e dagli enti deputati più specifiche indicazioni – conclude Bonanni – in ordine alla quantità di amianto presente nello stabilimento andato a fuoco e tutti i dati relativi agli altri agenti cancerogeni, compresa la diossina”.

“Non voglio creare falsi allarmismi ma è comunque chiaro che ogni esposizione è teoricamente quella decisiva nell’indurre il processo neoplastico”, spiega al Fatto Quotidiano il professor Luciano Mutti dell’Ona, oncologo e presidente del Gime, Gruppo Italiano Mesotelioma. “Molti fattori – prosegue – genetici e infiammatori, fanno si che la dose soglia cumulativa abbia ampie differenze a seconda del soggetto. In linea teorica è vero che l’amianto che brucia è comunque meno pericoloso delle polveri ma, quando parliamo di questa fibra killer – evidenzia Mutti – non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie. La Asl ha detto di aver inviato al sindaco di Pomezia, a seguito della scoperta della presenza di fibre di amianto nelle lastre di copertura dei capannoni dello stabilimento di Pomezia, una lettera in cui chiede di disporre con urgenza la tempestiva rimozione in sicurezza dei materiali presenti e la bonifica del sito, nel rispetto della normativa vigente a tutela della salute pubblica. La situazione – conclude – non mi pare così tranquilla come quella descritta dal ministro Lorenzin”.

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