Via le erbacce, restaurati i muri, messi in sicurezza i camminamenti interni, eliminati i rifacimenti fascisti, ripristinata l’antica copertura: dopo decenni di degrado rinasce il Mausoleo di Augusto, uno dei più importanti monumenti di Roma antica, nascosto tra rifiuti e sterpaglie a due passi dall’Ara Pacis. La sindaca Virginia Raggi ha presentato ufficialmente il nuovo sito, che riaprirà presto grazie a un finanziamento in parte pubblico e in parte privato. I soldi, in realtà, li aveva trovati Ignazio Marino: un assegno da circa 6 milioni di euro della Fondazione Telecom (intanto diventata Tim). Ma da allora l’iter aveva stentato a decollare, tra problemi nelle gare d’appalto e ritardi burocratici, al punto da mettere a rischio le stesse risorse. Adesso c’è una nuova data cerchiata in rosso sul calendario: ad aprile 2019 il Mausoleo tornerà finalmente ad essere aperto al pubblico. Gratis per i residenti, come tutti gli altri musei civici della Capitale, secondo i piani della giunta Raggi, che ha intenzione di fare questo regalo ai cittadini romani.

DIECI ANNI DI RITARDO – Il Mausoleo di Augusto è uno dei tesori perduti di Roma, caso emblematico del malfunzionamento della burocrazia italiana: parliamo di un enorme complesso architettonico, con un’estensione originaria di circa 90 metri in larghezza e 45 in altezza, di cui più o meno la metà conservati. Per dare un termine di paragone, più grande anche di Castel Sant’Angelo, uno dei simboli della Capitale, che nacque come sua copia in piccolo. Della sua riapertura si discute da oltre un decennio: il primo a parlarne in termini concreti era stato Walter Veltroni, che aveva bandito e concluso un concorso. Ma il progetto si è trascinato, tra ripensamenti e figuracce, lungo tre amministrazioni e un commissariamento, mancando anche l’appuntamento del bimillenario della morte dell’imperatore, a causa della rottura di una tubatura che ne aveva impedito la visita straordinaria. L’annuncio del restauro, molto simile a quello odierno della Raggi, c’era già stato nel 2015: l’allora sindaco Marino aveva presentato l’accordo con la Fondazione Telecom, che avrebbe permesso di recuperare il sito archeologico. Ma un problema sugli appalti per i lavori della Sovrintendenza (in particolare delle anomalie nelle offerte presentate), sommati alle lungaggini nella stesura del progetto definitivo, hanno fatto slittare tutto. Così la nuova amministrazione a guida Movimento 5 stelle ha raccolto il dossier, che intanto si è sbloccato, e avviato i lavori lo scorso ottobre. E sarà sempre la sindaca Raggi a concluderli – si spera – esattamente fra due anni.

PROGETTO DA 10 MILIONI DI EURO – Il progetto vale complessivamente oltre 10 milioni di euro, tutti già stanziati in passato: 4,2 milioni sono pubblici, di provenienza statale e comunale, per finanziare il restauro e il consolidamento del monumento. A questi si aggiungono i 6 milioni privati, garantiti dalla Fondazione Tim, che serviranno a ripristinare l’originaria copertura del mausoleo (attualmente rimasto scoperto, dopo i crolli e gli interventi subiti nel corso dei secoli) e l’allestimento di un nuovo polo museale all’avanguardia. Alla fine dei lavori, la struttura sarà completamente diversa da come oggi è (intra)visibile: rimossi (per quanto possibile) gli elementi posticci di epoca fascista (compreso il cilindro di cemento che fa le veci dell’antica cella), verranno ripristinate le nicchie funerarie, resi percorribili gli ambulacri intramurari e creato un livello superiore, pure questo visitabile. Intanto saranno valorizzate le attività di cantiere, e calendarizzate delle parziali visite straordinarie, in attesa della riapertura definitiva del 2019. “Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, un modello che speriamo di poter applicare anche in altre zone, magari in periferia perché Roma va raccontata tutta”, ha spiegato la sindaca. “Il restauro del Mausoleo fa parte di un percorso di restituzione della città ai cittadini, che non si può limitare ai beni culturali del centro storico”.

“MUSEI GRATIS PER I RESIDENTI” – Fra le priorità della giunta Raggi in questo momento c’è anche la valorizzazione del patrimonio artistico, forse la risorsa più importante a disposizione della Capitale, su cui il Movimento 5 stelle non ha mai fatto mistero di puntare. Non a caso nelle ultime settimane si sono moltiplicate azioni e dichiarazioni sul tema. A partire dal braccio di ferro col ministero guidato da Dario Franceschini, prima sulla possibile “bigliettazione” del Pantheon, e poi sulla gestione e destinazione degli incassi del nuovo Parco del Colosseo, con tanto di ricorso al Tar contro l’amministrazione centrale. Due casi che sono ritornati anche nel corso della presentazione dei lavori del Mausoleo, visto che la giunta sembra intenzionata a muoversi in direzione esattamente contraria a quella indicata dal governo. Il Pantheon, infatti, “non diventerà a pagamento, perché significherebbe togliere un luogo alla vita della città, e avrebbe anche un effetto negativo sulla piazza che ospita il monumento”, ha aggiunto il vicesindaco Luca Bergamo. Anzi, in futuro i cittadini romani potrebbero non dover pagare più nessun biglietto per visitare i monumenti della Capitale: “Come abbiamo già anticipato, stiamo valutando l’ipotesi di un accesso gratuito per i residenti ai musei del sistema civico. Si tratta di capire solo se in una certa fascia oraria o in toto”. Se ne riparlerà comunque nel giro di uno-due anni. Quando anche il Mausoleo di Augusto tornerà a far parte dei tesori di Roma.

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