Se c’è una cosa che manda in bestia gli automobilisti – già mazzolati da bollo, superbollo, dalle assicurazioni più care d’Europa e dal pagamento delle strisce blu – sono i parcheggiatori abusivi. Si tratta di un malcostume tutto italiano che coinvolge furfantelli di ogni nazionalità – che spesso indossano un giubbetto catarifrangente come “divisa di ordinanza” – e a cui difficilmente ci si riesce a sottrarre.

Il copione è più o meno sempre lo stesso: al malcapitato viene indicato un posto libero (già visibilissimo) oppure il parcheggiatore sbuca davanti al guidatore appena quest’ultimo scende dell’auto. A quel punto ecco il “buongiorno” o “buonasera”, che significano “attendo la tua offerta’”. Spesso inoltre, quando la cifra non soddisfa l’onesto lavoratore, possono esserci anche i reclami formali sulla tirchieria dell’automobilista.

Le “offerte” di cui sopra arrivano puntualmente per evitare di stare col patema di ritrovare danni da diverse centinaia di euro alla carrozzeria o alle gomme una volta tornati all’auto: il malcapitato ingoia il boccone amaro e magari, dopo aver concesso l’obolo, si dirige al parchimetro, che c’è la striscia blu da pagare. Questo “business” esentasse può rendere anche molto bene: i parcheggiatori che battono le zone più trafficate riescono ad intascarsi pure un centinaio di euro al giorno, puliti puliti.

Farà comunque piacere a tutti gli automobilisti sapere che dal 21 aprile, col nuovo decreto sicurezza, la multa per chi viene sorpreso a svolgere l’illecito descritto poc’anzi è aumentata da 772 a mille euro; per i soggetti recidivi la multa raddoppia, mentre quando l’abusivo è un minore la cifra tocca quota 2000 euro. In tutti i casi è ovviamente prevista la confisca delle cifre derivanti dall’attività fuori legge.

Servirà tutto questo ad arginare il fenomeno? Probabilmente no: spesso infatti questa microcriminalità è promossa da nullatenenti che, eccezion fatta per il ricavato della giornata, sono “immunizzati” alle contravvenzioni che risultano essere praticamente inutili. Qualcuno potrebbe obiettare che dovrebbe essere un compito delle Forze di Polizia vigilare e arginare il fenomeno; ma francamente, con gli agenti che spesso faticano a svolgere le attività basilari per la mancanza di risorse adeguate, tutto questo appare distante anni luce dalla realtà. “Buonasera”, quindi.