Metti una mattina a scuola. Il 30 marzo 2017 arriva nelle sale italiane Classe Z, il nuovo film diretto da Guido Chiesa che vede tra i protagonisti la youtuber Greta Menchi, all’esordio come attrice cinematografica dopo il filotto di centinaia di migliaia di utenti sui social. Stiratina ai capelli biondo platino in diretta webcam tra i banchi durante le ore di lezione, Stella (alias Menchi) è una degli alunni “speciali” della 5 H, una classe di un liceo scientifico romano creata ad hoc con gli studenti più problematici, o addirittura irrecuperabili. In mezzo ai calcinacci di una scuola un po’ a pezzi, tra un perfido preside, insegnanti sgarrupati e arcigni, c’è pure l’idealista prof d’italiano che ammira L’attimo fuggente e l’omologo professor Keating, solo che quando chiede di strappare una parte di manuale di letteratura, proprio come nel film di Weir, la scontrosa e bella Viola (Alice Pagani) gli strappa  a sua volta il libro di mano urlandogli: “Ma io questo libro a fine anno lo devo vendere!”. Classe Z, scritto da Chiesa, Alessandro Aronadio e Renato Sannio, prodotto dalla Colorado di Maurizio Totti, è una teen comedy divertente, dal ritmo comico serrato, senza far sconti morali a nessuno (alunni e insegnanti), e che affronta di petto gioie e dolori dei più begli anni della nostra vita passati tra le quattro mura scolastiche.

Il sistema scuola in Italia è fallito”, spiega al FQMagazine, il regista Chiesa. “l’autoritarismo pre 1968 andò giustamente in crisi, ma negli anni sono stati messi soltanto cerotti su una ferita mai guarita. Gli edifici sgangherati sono il simbolo e il sintomo di questo malfunzionamento e cosa per me ancor più emblematica rappresentano il mancato stimolo a far crescere le persone. Poi certo non aiuta che la professione d’insegnante sia stata lentamente svilita, quando invece dovrebbe essere la professione centrale di fronte alla crescita di un ragazzo. Quando gli studenti fanno casino molti di loro non sanno che pesci pigliare. C’è chi si fa amico di alcuni ragazzi, chi non riesce ad affermare la propria autorevolezza e impone una vuota autorità, e infine quelli che si rifugiano nell’ipermeritocrazia. Tanto oramai la questione sul futuro dei ragazzi oltrepassa le scuole superiori, perché tutti puntano alla laurea e il problema del lavoro si pone non prima dei 25 anni”.

Ho rifiutato grandi titoli italiani e contratti con le major discografiche ma a Classe Z e a Guido ho detto sì”, spiega Greta Menchi, esordio attoriale coi fiocchi, coadiuvata da un bel gruppo di attori giovani come la Pagani, Enrico Oetiker, Armando Quaranta e Luca Filippi. “Ho sempre avuto il sogno di diventare attrice. Fin da quando ero ragazzina mettevo in scena diversi testi teatrali da me scritti. Però creare video su Youtube è diverso da fare cinema. Sul web ho il completo monopolio su luci, videocamera e testo e su quello che voglio trasmettere, davanti la macchina da presa no. Solo che ad un certo momento della vita mi sono detta: non posso rimanere ingabbiata su Youtube, devo mettermi in gioco a 360 gradi”. “Vedo molte serie come Breaking Bad, ma se dovesse dire qual è l’ultimo film visto al cinema non me lo ricordo” – continua la Menchi -, “spero però che i millennials come me e che mi seguono online vadano a vedere questo film in sala. Noi viviamo molto in un ordine virtuale, una nostra bolla dove ordiniamo perfino il cibo da mangiare a cena. Con Classe Z i ragazzi potranno ritrovare i colori brillanti della scuola e la speranza di un senso di unione perduto dietro all’individualismo e dietro all’ubbidire a regole e comandi”. “Il prossimo film per me?”, conclude la 20enne youtuber, giurata all’ultimo Sanremo, “Spero in ruolo action alla Blade Runner”.