Da qualche giorno sul sito di Report è in onda un promo della puntata che gli avrebbero dedicato stasera, 27 marzo, alle 21.30. Con tanto di foto e nome e cognome. Il caso di Vittorio Gargiulo e dei ‘giochi gonfiabili’ acquistati coi soldi pubblici era citato come esempio delle malversazioni compiute coi fondi dell’Istituto Ambiente Marino Costiero (Iamc) del Cnr. Così Gargiulo ha sentito puzza di bruciato e ha preparato l’espatrio, senza sapere che il suo telefono era sotto controllo e i suoi progetti di fuga monitorati in tempo reale dalla Procura di Napoli. Forse l’uomo sentiva odore di arresto, e se fosse così aveva ragione: il pm Ida Frongillo aveva depositato la richiesta di misura cautelare in carcere il 9 gennaio. Richiesta che era al vaglio del Gip.

Gargiulo, sospeso dall’incarico di segretario amministrativo dell’Iamc, senza lavoro e senza casa appena venduta, stava riempiendo le borse e allestendo i documenti per lasciare l’Italia e trasferirsi in Inghilterra. Ma gli uomini della Guardia di Finanzia di Napoli, tutela Spesa Pubblica, lo stavano intercettando da qualche giorno. E hanno ascoltato in diretta la difficoltà a procurarsi il passaporto per motivi legati al casellario giudiziario, gli sfoghi con la sorella, l’annuncio di aver già acquistato il biglietto aereo per andarsene via con la famiglia.

La sorella gli aveva consigliato di rimanere in Italia, per difendersi meglio dall’inchiesta (si sapeva dell’indagine, il funzionario è stato perquisito a giugno). Gargiulo invece voleva partire subito, senza fare tesoro delle riflessioni della signora: i problemi giudiziari pendenti in Italia, gli ricordava con buon senso, gli avrebbero causato problemi a trovare un lavoro anche all’estero. Proprio quest’ultima conversazione, intercettata il 24 marzo alle 12.46, ed un’altra di circa quattro ore dopo, durante la quale si parla dell’imminente puntata di Report, ha convinto la Procura a non aspettare la decisione del Gip e a procedere con un decreto di fermo, che secondo il codice può essere emesso solo in presenza di un grave e imminente pericolo di fuga dell’indagato.

Nelle cinque pagine del decreto cofirmato dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, capo del pool reati pubblica amministrazione, si legge che Gargiulo si sarebbe recato il 28 marzo in Questura insieme all’avvocato per chiedere le ragioni della mancata concessione del passaporto. Secondo il suo avvocato, poteva dipendere da pendenze amministrative. Invece forse dipendeva dalla richiesta di arresto.

L’accusa che verrà stasera ribadita su Report: Gargiulo si sarebbe pagato i mobili, la vasca idromassaggio, i lavori di ristrutturazione della casa, una serie di computer poi rivenduti sui siti di settore, e materiale vario, depredando i fondi del Cnr fino a cumulare un danno patrimoniale di 1.081.272, 77 euro. Tra cui i 24.363 euro spesi per l’acquisto di giochi gonfiabili per l’attività parallela della ludoteca ‘Facimm Fest’: un percorso gonfiabile camion, uno Scivolo barca dei pirati, uno Squalo bocca aperta, un Disco Giga, una Nave dei Pirati e uno Spara Palline. Gargiulo dovrà spiegare al giudice come anche questa fattura sia stata addebitata all’ente pubblico.