Chiuso per sessismo. O per razzismo. Oppure per eccesso di luoghi comuni. Tra tante accuse, un’unica certezza: Parliamone Sabato, il programma del fine settimana di RaiUno condotto da Paola Perego, non andrà più in onda. La decisione è arrivata direttamente dai piani più alti di Viale Mazzini, con il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto che ha usato parole chiare per spiegare la decisione: “Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano. Occorre agire ed evolversi”. Il peccato della puntata del talk show trasmessa sabato 18 marzo è stato la messa in onda di un vademecum sul perché gli uomini italiani dovrebbero preferire le donne dell’est alle italiane. Una lista che va dal più classico “sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo” al canonico “sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni”; dal “perdonano il tradimento” al “sono disposte a far comandare il loro uomo” fino al “sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa” per finire con “non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio“. Il tutto condito da aneddoti sugli amori personali degli ospiti in studio. Un elenco che ha scatenato una forte indignazione sui social e suscitato dure reazioni nel mondo della politica e della cultura.

“La decisione di chiudere Parliamone Sabato non è solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato – ha spiegato Campo Dall’Orto – E’ anche una decisione che accelera la revisione del daytime di RaiUno sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo. Questo al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione”.

Andrea Fabiano, direttore di RaiUno, dopo aver postato un tweet di scuse nella mattina del 20 marzo, ha aggiunto: “Ribadisco l’impegno per un’offerta sempre ispirata ai valori del Servizio pubblico”.

E nella tarda mattina di lunedì 20 marzo era intervenuta anche Monica Maggioni, presidente Rai: “Non ho visto la puntata, lo sto scoprendo dai siti. Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell’Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile. Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna, mi scuso”. “Errore inaccettabile” che ha portato i vertici Rai a decidere di chiudere il programma di infotainment del sabato pomeriggio che va in onda all’interno de La Vita in Diretta.

Quelle dei vertici di Viale Mazzini, però, sono state prese di posizioni arrivate non solo dopo l’enorme indignazione espressa dagli italiani sui social network, ma anche dopo le condanne unanimi arrivate dalla politica. Da tutti gli schieramenti hanno apprezzato la decisione di Campo Dall’Orto e mentre il M5s ha chiesto di individuare i responsabili, durissima la presa di Laura Boldrini: “E’ inaccettabile per una trasmissione del servizio pubblico descrivere una donna come fosse un animale domestico” ha detto a Radio Popolare la presidente della Camera, secondo cui “la lista di considerazioni fatte sabato scorso è talmente offensiva, per le donne in generale, per le donne dell’Est Europa e anche per gli uomini, da far emergere un quadro negativo e devastante per tutti. E’ molto umiliante ed inaccettabile, specialmente in una trasmissione del servizio pubblico – ha continuato Laura Boldrini – Arrivare a descrivere una donna come se fosse un animale domestico, buono, mansueto e da accarezzare ogni tanto, una sorta di peluche”. Secondo la presidente della Camera “la Rai sta facendo degli sforzi per proporre una figura di donna realistica, anche nelle fiction”, quindi lo scivolone “è stato sorprendente perché mi sembra che la linea della Rai negli ultimi tempi vada in un’altra direzione”. Tuttavia non bisogna sottovalutare il legame tra rappresentazione e violenza di genere, ha spiegato Laura Boldrini: “Se si descrive la donna come una figura sottomessa, che deve essere lì solo per compiacere il proprio compagno, la si rende quasi un oggetto, e uno di un oggetto fa ciò che vuole. In un paese in cui una donna ogni tre giorni viene ammazzata per mano di chi dovrebbe amarla tutti dovremmo fare uno sforzo per restituire un’immagine corretta delle donne“.

Lucio Presta, agente e marito di Paola Perego (che ha preferito non dir nulla), sul suo profilo Twitter ha scritto un messaggio al vetriolo: “Programma chiuso! RaiUno è salva, ora accanitevi su altro! Buona giornata della felicità. Ai politici che hanno urlato ora tocca tornare a lavorare per davvero”.