Il dubbio sul nome è sciolto: non più Nuovo Centrodestra, ma Alternativa Popolare. Una scelta che può far comodo quando ci sarà da vedere se allearsi da una parte o dall’altra. E il dubbio è sciolto anche sulle alleanze, già da ora. Dice il leader Angelino Alfano: “Andiamo avanti da soli, saranno gli altri a cercarci perché non avranno i numeri per governare e noi diremo questo è il nostro programma oppure la maggioranza ve la cercate con i radicali”. E tutti i torti non li ha, visto che tutti i sondaggi dicono che la prossima legislatura potrebbe cominciare paralizzata con tre poli equivalenti e una maggioranza difficile da comporre. Così muore il vecchio partito fondato dopo la scissione dal Pdl ai tempi della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi e nasce un nuovo soggetto che si rifà al Partito popolare europeo. Certo, le facce sono sempre quelle: all’assemblea che ha votato questo passaggio “storico” c’erano Roberto Formigoni, Fabrizio Cicchitto, i capigruppo Maurizio Lupi e Laura Bianconi e naturalmente i tre ministri del governo Gentiloni, cioè lo stesso Alfano, Beatrice Lorenzin e Enrico Costa. “Noi siamo alternativi ai lepenisti – dice Alfano – alla sinistra dell’indietro tutta, a chi ha in mente solo la ruspa, a chi dice ‘no’, a chi non ha cura della Repubblica”. Alfano propone le primarie per scegliere la leadership del nuovo soggetto “moderato”: “Scelga il popolo. Noi proponiamo un fisco all’americana, un grande patto per la povertà, un piano per favorire le assunzioni nelle imprese”. Le primarie, aggiunge, dovranno avere regole chiare: “Chi vince deve poter guidare nuova creatura, chi perde deve dare una mano di aiuto a chi vince e chi vince non deve cacciare chi vince sennò somigliamo ad altri partiti”.

Il senso di Alternativa Popolare, conclude il ministro degli Esteri, è di “favorire l’incontro” con chi “ha gli stessi ideali pur trovandosi oggi in posizioni diverse. Vogliamo favorire l’incontro senza voler guidare la creatura finale. Il metodo che noi proponiamo è uniamoci e poi sia il popolo con delle primarie a scegliere il leader di un raggruppamento liberal-popolare. E’ un metodo democratico. Proponiamo primarie non solo per il leader ma anche per i parlamentari”.