Indicazioni via sms su incarichi e retribuzioni dei componenti della macrostruttura del Campidoglio. Firmati da Raffaele Marra. Il dettaglio, già emerso nel corso delle indagini, ora è più chiaro con il deposito degli atti del processo per corruzione che inizierà il 25 maggio. “Domani ti mando i provvedimenti da adottare, i possibili incarichi e le retribuzioni“, scriveva l’ex capo del personale del comune di Roma arrestato il 16 dicembre a Salvatore Romeo, ex capo della segreteria di Virginia Raggi. Direttive che danno l’idea del peso rivestito dall’ex finanziere nell’amministrazione capitolina.

Non era “solo uno dei 23 mila dipendenti comunali” di Roma, come disse la sindaca dopo il suo arresto. Secondo quanto emerge da chat e mail, ma già anticipato dagli atti di indagine, Marra stava ponendo le basi della macrostruttura dirigenziale del Campidoglio attuata attraverso l’istituto dell’interpello. Procedura attraverso la quale fu poi promosso il fratello Renato a capo del dipartimento Turismo, promozione per cui Marra è indagato assieme alla sindaca Raggi. In un altro messaggio il funzionario dice a Romeo di avergli inviato la macrostruttura, i vari passi da compiere e la cornice normativa per attuarla. “Questa notte ho completato il lavoro ke mi ha chiesto V. (verosimilmente Virginia Raggi, ndr) relativamente ai primi atti da compiere. Dopo ve li mando”, scrive Marra a Romeo il 10 giugno 2016, pochi giorni dopo il primo turno delle amministrative che Raggi ha chiuso nettamente in vantaggio su Roberto Giachetti del Pd.

Marra spin doctor: i consigli alla Raggi per rispondere a Giachetti – Marra non lavorava solo a disegnare la nuova macrostruttura, ma dava anche indicazioni da spin doctor per la campagna elettorale della candidata sindaca M5S. “Ps: ora sangue freddo, poche parole – scrive l’ex finanziere a Romeo il 23 febbraio 2016, giorno della vittoria di Raggi alle primarie online M5S – (non parlare con nessuno dei vostri progetti, non date vantaggi agli altri, vi/ci stanno aspettando al varco), e…grande impegno”.

Il 16 marzo 2016 scrive ancora all’ex capo della segreteria: “Sulla polemica sterile di Giachetti sul praticantato di Virginia (svolto presso lo studio Previti, ndr) e sull’attaccamento alla poltrona, ricordarsi ke: – non è laureato, ha semplicemente la maturità scientifica; – dal 1993 al 2001 é stato prima nella segreteria poi capo gabinetto di Rutelli; – dal 2001 ad oggi (ininterrottamente) é deputato! Sempre pagato dalla politica!!! Lei potrebbe dire: almeno io ho studiato, 5 anni di università più praticantato obbligatorio per partecipare all’esame abilitativo; inoltre sono alla prima/seconda esperienza politica (dipende da voi tenuto conto ke la prima si é conclusa anticipatamente per noti motivi”. “Ottimo. Lo giro”, scrive Romeo.

“Importante è non cedere alle provocazioni!!! – scrive Marra l’11 aprile 2016 – Ho letto i giornali questo fine settimana e, devo dire la verità, la tentazione di replicare a Robertino era tanta. Non é ancora il momento”. Il 22 aprile Romeo scrive di seguire Giachetti “sentitelo xché dobbiamo lavorare e sputtanarlo sul suo passato”.

“Mi supplicarono di aiutarli a far ripartire la macchina amministrativa” – Emergono anche i contenuti dell’interrogatorio di garanzia sostenuto dall’ex capo del personale il 20 dicembre. “Il sindaco Raggi mi chiese: ‘mi puoi aiutare a far ripartire la macchina organizzativa’? – ha raccontato quel giorno il funzionario al giudice per le indagini preliminari nel carcere di Regina Coeli – io sono entrato” nell’amministrazione “sollecitato, pregato, supplicato di rientrare dall’aspettativa perché di questo si è trattato”.

Per quale motivo Raggi avrebbe avuto bisogno di “supplicare” Marra? “Avevo più volte manifestato la mia indisponibilità a rientrare – si legge ancora nel verbale di interrogatorio – proprio perché avevo anticipato che ci sarebbero stati degli attacchi assolutamente strumentali nei miei confronti, la stessa cosa era successa inizialmente, nel 2010 e poi nel 2013, quando c’era il sindaco Marino”.

Proprio a causa di questi “attacchi”, avvenuti nei giorni in cui il suo nome era al centro di articoli di stampa, Marra racconta di aver “più volte manifestato al sindaco Raggi che volevo andare via“, aveva spiegato il funzionario. “Io non sono corrotto – ha aggiunto Marra – sono una persona perbene. Il mio rapporto con Scarpellini (l’immobiliarista finito in carcere il 16 dicembre con l’accusa di aver corrotto lo stesso Marra, ndr) era solo amichevole, forse l’ho visto dieci volte”.

“Non siete più in grado di tutelarmi, me ne voglio andare, mettetemi in aspettativa'”, avrebbe detto Marra a Virginia Raggi nel pieno della bufera. “Ci sono decine di messaggi tra me e il sindaco in cui più volte manifesto la volontà di andare via sin dai primissimi giorni dal conferimento dell’incarico di Vice capo di gabinetto – ha proseguito – il mio ruolo al comune sarebbe dovuto essere tutt’altro”. “Mi disse il sindaco ‘mi puoi aiutare a far ripartire la macchina organizzativa?’ e io dissi che l’unico ruolo che al momento mi poteva dare era un incarico soltanto di coordinamento – ha aggiunto – la proiezione non era fare il vicecapo di gabinetto vicario ma il direttore generale del Comune, che è ben altra cosa”.

“Ho dato disposizioni ai miei avvocati di non presentare alcuna istanza di scarcerazione, io voglio rimanere in galera. Io devo rimanere qua fino a quando non sarò sufficientemente in grado di dimostrare la mia estraneità”, la strategia annunciata il 20 dicembre “Il mio rapporto con il Movimento (Cinquestelle ndr) – aggiunge davanti al gip – è assolutamente inesistente. Io conoscevo una persona del Movimento che si chiama Salvatore Romeo e perché era un mio funzionario al dipartimento Partecipazione, questo era il rapporto che avevo. Io sono una persona perbene, non sono un corrotto, non ho mai aiutato nessuno, questo deve essere chiaro”.