Inchiesta Consip? Io sono fatto in un altro modo rispetto ad altri politici: per me i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati è davvero colpevole, deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia“. Sono le parole del segretario Pd, Matteo Renzi, a Otto e Mezzo (La7) sulla vicenda giudiziaria Consip che ha coinvolto anche il padre, Tiziano. “Trovo abbastanza surreale termini come “relazioni pericolose”, in riferimento a mio padre” – afferma Renzi – “I processi non li fate voi, né gli articoli di giornale. Noi siamo persone perbene, non abbiamo paura dei processi, siamo dalla parte dei magistrati. Erano quelli di prima che cercavano di evitare i processo coi lodi e il legittimo impedimento. Noi siamo garantisti sempre e aspettiamo che arrivi la sentenza sempre. Mio padre” – continua – “deve rispondere davanti ai magistrati di quello che ha fatto. Considererei una cosa gravissima la condanna di mio padre, ma conosco i valori a cui la mia famiglia mi ha educato. Io so chi è mio padre. Risponderà ai magistrati e si difenderà. Gli è già accaduto una volta ed è stato assolto“. E aggiunge: “Io non guido un partito fondato da un pregiudicato. Rispetto al Beppe Grillo di turno non solo ho idee penali, processuali e politiche differenti, ma anche la fedina penale diversa. I 5 Stelle sono garantisti un giorno sì e un giorno no, come la targhe alterne. Quando indagano i loro, hanno fiducia nella magistratura. Quando indagano gli altri, fanno la mozione di sfiducia. Sono garantisti con la sindaca di Roma e voglio ricordare che, quando uscì la vicenda dell’avviso di garanzia, io dissi che difendevo Virginia Raggi