Due anni or sono, esattamente il 18 febbraio 2015, per primo, nell’articolo Lamezia Terme, la cittadina prova a uscire dalla crisi. Come? Con i locali di musica live, parlai di Modello Lamezia. Oggi, a distanza di due anni, i dati riportati in quell’articolo e le soggiacenti intuizioni vengono ulteriormente confermati: Lamezia ha visto incrementare, e non decrescere, il numero di locali esclusivamente votati alla musica dal vivo, quei locali cioè che ospitano, più volte ogni settimana e con tanto di calendarizzazione annessa, gruppi provenienti non solo da tutta Italia ma anche da vari Paesi europei.

Facciamo qualche nome: i Kutso, Cosmo, Le luci della centrale elettrica, Dj Gruff e Appino sono solo alcuni degli illustri nomi dell’underground italiano passati in questi ultimi anni da Lamezia Terme. Qualche sera fa ero nel centro di Firenze e, tramite alcuni amici, ho conosciuto un ragazzo di Palermo, musicista facente parte del gruppo Ciao Beatrice: “Sono stato in Calabria, a Lamezia – mi dice – c’ho suonato qualche mese fa col mio gruppo. C’è una bella movida lì”.

Un dato molto interessante, un dato che ci riporta al fatto che a soli cinque anni di distanza dall’apertura del primo locale lametino di musica dal vivo, quelle Officine Sonore che in questi giorni festeggiano il proprio quinto anniversario, il panorama musicale della cittadina calabrese può dirsi decisamente ampliato. Il dato non è irrilevante: parliamo infatti di una città di provincia di quel profondo sud che tutti, chi direttamente e chi indirettamente, conosciamo, di un territorio cioè per decenni e decenni vessato da continui attacchi mafiosi alla vita commerciale e civile, di una zona nella quale gli investimenti statali sono sempre stati scarsi o del tutto inesistenti e sulla quale la crisi delle crisi si era abbattuta con inaudita violenza.

Parliamo della Calabria, quella stessa regione in cui i teatri faticano non poco, come denunciavamo tempo fa nell’articolo Calabria “fanalino di coda” d’Italia per quanto riguarda musica e teatro, ad avere una regolare e normale programmazione annuale, dove gli auditorium sono praticamente inesistenti e dove i luoghi di aggregazione sociale e civile si riducono spesso a quei non-luoghi noti come centri commerciali. A fronte di una situazione simile, lo scatto lametino, dovuto a una classe imprenditoriale giovane e coraggiosa, è degno di ogni sorta di sottolineatura positiva. E poco importa se qualcuno storce il naso confondendo la normale e sacrosanta vita notturna cittadina col “disturbo della quiete pubblica”: trattasi evidentemente di persone che poco o per nulla conoscono il centro urbano di qualsiasi altra città anche solo minimamente viva.

La generazione dei trentenni lametini invece ricorda bene come si trascorrevano le serate cittadine appena sette/otto anni or sono, costretti spesso com’erano a ritrovarsi in luogo di una paninoteca nei pressi di una buia piazza sorvegliata da una spropositata quantità di telecamere. Restano ovviamente delle criticità, dovute per lo più alla totale assenza di un’iniziativa politica espressamente volta a incentivare e sostenere un tipo di attività imprenditoriale che, senza tema di smentita, sta rivelandosi vincente: a fronte infatti dell’enorme sforzo economico, umano e gestionale dei giovani imprenditori messisi in gioco, la politica locale non si limita semplicemente a latitare, ma se può interviene volentieri, come già successo, con ordinanze atte a limitare fortemente gli orari di programmazione musicale dei locali del centro città.

Nel frattempo però, come dicevamo sopra, i locali totalmente votati alla programmazione di musica live sono aumentati, e alle Officine Sonore si sono affiancati il Cafè Retrò e il Vinyl. Uno scenario che dà prova di un altro sud, un sud che, conscio delle proprie storture e dei propri limiti strutturali, non sta a guardare, un sud che vuole finalmente partecipare, essere protagonista, farsi sentire. E siccome un articolo può più di mille politici non particolarmente adeguati al proprio ruolo, eccoci oggi ad applaudire Lamezia Terme, i suoi protagonisti positivi e la sua buona novella.

Foto tratta dalla pagina Facebook di Off Officine Sonore