Una “mini-manovra” da 70 milioni, per rispondere alle obiezioni dell’Oref, colmare il più possibile i buchi nei dipartimenti e approvare il bilancio di previsione 2017 che tanti problemi ha creato a Virginia Raggi. L’obiettivo è riuscirci entro la fine di gennaio: nonostante la bocciatura di dicembre sarebbe comunque un buon risultato – ragionano nel Movimento 5 stelle –, con due mesi d’anticipo rispetto alla scadenza di legge che è stata prorogata al 31 marzo. Stavolta, però, si aspetterà prima il via libera dei revisori, per evitare altre brutte figure. Anche perché sugli altri grandi nodi nei conti di Roma, dalla partecipate alle tariffe, non ci saranno grosse novità se non a livello programmatico.

SMALTITA LA METÀ DEI DEBITI FUORI BILANCIO – È passato quasi un mese da quando l’Organismo di revisione economico-finanziaria del Comune rispediva al mittente il primo bilancio dell’era Raggi in Campidoglio, proprio nei giorni in cui la sindaca doveva fare i conti con la crisi interna per le dimissioni di Paola Muraro e l’arresto di Raffaele Marra. Nel frattempo si è scoperto che uno dei membri del collegio è a processo per bancarotta fraudolenta, ma soprattutto lo stop è servito alla giunta per lavorare sul fronte dei debiti fuori bilancio, una delle ragioni principali della bocciatura. A dicembre il governo aveva concesso 137 milioni di euro di spazi di finanza in più: nell’ultima settimana del 2016 commissione e aula sono riusciti a sfruttarne un centinaio per liquidare poco meno della metà dei fardelli ereditati dalle precedenti amministrazioni. Ne restano circa altri 140, ma il 2017 è stato decisamente alleggerito: anche perché dalla finanziaria sono arrivati 60 milioni di margine di manovra in più del previsto. Nel prossimo anno c’è spazio per circa 180 milioni, non dovrebbe essere un problema chiudere i conti col passato.

MAXI-EMENDAMENTO DA 70 MILIONI – L’altro grosso rilievo mosso dall’Oref riguardava le passività potenziali: una serie di rischi finanziari (dai “punti verde qualità”, alla realizzazione della metro C), a detta dei revisori sottostimati. Adesso il fondo accantonato per tali evenienze verrà incrementato, utilizzando una parte delle risorse previste dal maxi-emendamento a cui stanno lavorando i tecnici. Il provvedimento complessivamente dovrebbe valere l’1% del bilancio, pari a circa 70 milioni di euro: il resto dei soldi servirà per colmare, per quanto possibile, i tanti buchi lamentati dai dipartimenti.

Con queste due mosse l’assessore Andrea Mazzillo conta di sanare le lacune della prima bozza e ottenere l’ok dell’Oref. Le altre obiezione nel lungo parere negativo vengono ritenute “marginali”. Così gli aggiustamenti saranno solo “programmatici”: nessuna variazione su servizi, tariffe e canoni, la cui revisione complessiva resta rimandata al 2018. Come non ci sarà nessuna rivoluzione immediata sulle partecipate: un altro emendamento modificherà il Documento unico di programmazione (il cosiddetto Dup), che scenderà più nel dettaglio degli interventi futuri. “Proveremo a spiegare meglio la nostra strategia sulle municipalizzate e sulla riscossione delle tasse”, chiarisce il presidente della Commissione Bilancio, Marco Terranova. Ad esempio, la riscossione della Tari verrà internalizzata, passando dall’Ama a Aequa Roma (la società che gestisce le entrate tributarie). Anche se questa misura era già presente nel primo documento di dicembre, e non era stata ritenuta sufficiente dai revisori. Chissà se i nuovi aggiustamenti basteranno.

OK ENTRO GENNAIO? – A scanso di equivoci, comunque, il lavoro dell’assessorato sta procedendo di pari passo ad una stretta interlocuzione con l’Oref: in Campidoglio non vogliono ripetere l’errore di dicembre, quando per chiudere in fretta si era dato per scontato un parere positivo dell’Organo, salvo poi ritrovarsi a dover fare i conti con una sonora bocciatura. Stavolta il testo verrà approvato dalla giunta solo dopo aver ricevuto il via libera. I tempi, dunque, dipendono anche dal lavoro dei revisori, ma in Comune puntano a chiudere entro fine mese (anche perché rispettando la scadenza del 31 gennaio ci sarebbe una serie di premialità previste dal Milleproroghe per gli enti locali). Il provvedimento  prevede cifre contenute (appena l’1% del totale) e non stravolgerà l’impianto complessivo: questo permetterà di non ricominciare l’iter da zero, senza dover ripassare dai Municipi. Se tutto andrà bene, il nuovo previsionale arriverà in aula nell’ultima settimana di gennaio. E a quel punto Virginia Raggi potrà finalmente approvare il primo bilancio della sua era in Campidoglio. Oref e altre brutte sorprese permettendo.

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