Prima la figlia poi la madre. In nemmeno 24 ore sono morte Carrie Fisher e la madre, la leggendaria attrice hollywoodiana 84enne, Debbie Reynolds. “L’ultima cosa che ha detto questa mattina era di essere molto, molto triste per aver perso Carrie e che voleva essere di nuovo con lei”, ha affermato il figlio Todd Fisher. “Quindici minuti dopo è stata colpita da un ictus”. La Reynolds è stata trasporta al Cedar Sinai di Los Angeles ma dopo poche ore per lei non c’è stato più niente da fare. Quando il 23 dicembre scorso la figlia Carrie si era sentita male sul volo di ritorno da Londra per Los Angeles ed era stata portata in fin di vita all’ospedale, era stata proprio mamma Debbie a dare informazioni ufficiali dal suo profilo Twitter, parlando di condizioni stabili per la figlia. Martedi, dopo la morte della Fisher aveva postato su Facebook: “Grazie a tutti coloro che hanno abbracciato i doni e i talenti della mia amata e sorprendente figlia. Sono grata per i vostri pensieri e le preghiere che ora la stanno guidando nella sua prossima tappa”. Ti voglio bene Carrie. Tua Mamma”.

Figlia di un carpentiere texano, la Reynolds aveva iniziato la sua ascesa verso il successo nel cinema a 16 anni, quando i produttori della MGM misero gli occhi su di lei durante un concorso di bellezza. Piccola la parte in Three little words nel 1950 dove interpreta Helene Kane, anche se il ruolo che la renderà celebre al mondo intero arriva tre anni dopo, quando a 19 anni è co-protagonista con Gene Kelly e Donald O’Connor di Singin ‘in the Rain/Cantando sotto la pioggia. Impermeabile giallo, ombrellone nero a ruotare dietro la testa e tanta pioggia finta da studios hollywoodiano, per l’ancora giovanissima Debbie il set dello storico musical fu un vero inferno. Gene Kelly la insultò più volte, perché la riteneva incapace di danzare, fino a farla piangere. Leggenda vuole che Fred Astaire passasse di fianco allo studio di posa dove avvenne l’ennesima lite e che mosso a compassione si mise a perfezionare l’acerba performance della Reynolds. La stessa stella hollywoodiana tornò anni dopo sull’argomento, raccontando che all’epoca viveva ancora coi genitori e che per andare sul set ogni giorno si doveva svegliare alle 4 del mattino e prendere tre autobus: “Concludere la realizzazione di Singing’ in the rain e sopravvivere alla mia infanzia sono state le due cose più complicate della mia vita”.

Bellezza da ragazza della porta accanto, la Reynolds interpreta ruoli non del tutto compiuti in Tammy, The rat race con Tony Curtis, e nel 1964 con L’inaffondabile Molly Brown riceve una nomination come miglior attrice per gli Oscar. Ma è sul versante privato che fa parlare molto di sé. Ne 1955 si sposa con il cantante Eddie Fisher, dal quale ha avuto Todd e Carrie. Amici della coppia Elizabeth Taylor e del produttore Mike Todd, quando quest’ultimo morì in un incidente aereo nel 1958, Fisher si fidanzò con la Taylor lasciando la Reynolds. Notevole lo scandalo per l’epoca tanto da portare alla cancellazione del programma che Fisher aveva in tv. Nel 1960 l’attrice si risposa con l’uomo d’affari Harry Karl, da cui divorzia nel 1973 anche per causa del vizietto per il gioco d’azzardo del secondo marito che sperpera ogni risparmio familiare. Nel 1984 sposa l’immobiliarista Richard Hamlett con cui rimarrà fino al 1996. E’ proprio nell’intermezzo degli anni settanta che visti i problemi economici in famiglia, e le poche chance di rimanere sulla cresta dell’onda dopo vent’anni di Hollywood, la Reynolds si reinventa sui palchi di Broadway a più di 40 anni recuperando un musical di molti anni prima, Irene, dove reciterà anche la figlia Carrie.

Nel 1990 per la regia del corrosivo Mike Nichols, il burrascoso rapporto con la figlia Carrie diventa un film intitolato Cartoline dall’inferno, tratto proprio dal libro scritto dall’interprete di Guerre Stellari, con Meryl Streep e Shirley MacLaine ad interpretare le due donne. La Reynolds avrebbe voluto il ruolo della matura madre nel film, ma Nichols si oppose. Il rapporto madre/figlia nella realtà si ricucì soltanto nel salotto di Oprah Winfrey nel 2011 per la gioia degli indici di ascolto televisivi. Nel 2013 un genio come Steven Soderbergh fece tornare la Reynolds in scena per una piccola ma deliziosa parte in Dietro i Candelabri.