I “meme” la ritraggono crudelmente sul web e lei li reinoltra con un post pieno di umanità e lungimiranza. E’ il triste destino capitato a Lizzie Velasquez, la 27enne ragazza texana, nata con una rara malattia congenita che non le permette di accumulare grasso nel corpo, tanto da non riuscire a pesare più di 29 chilogrammi, e che l’ha portata fin dai 4 anni alla cecità nell’occhio destro e ad una vista estremamente ridotta in quello sinistro. Dopo decine e decine di meme che ne hanno sbeffeggiato senza pietà i tratti somatici, Lizzie si è dovuta sorbire l’ennesimo collage tra immagine e scritta sovraimpressa che la ritrae quasi a figura intera vicino ad un albero e la scritta: “Michael mi ha detto di volermi incontrare dietro a questo albero per divertirsi un po’, ma è in ritardo. Per favore qualcuno può dirgli che lo sto aspettando?”. Sui suoi canali social ha però voluto prontamente rispondere così: “Ultimamente ho visto su Facebook tonnellate di meme come questi. Scrivo questo post non come vittima, ma come qualcuno che usa la propria voce”. “Lo so, è parecchio tardi mentre sto scrivendo questo post, ma le persone innocenti, che vengono fatte diventare soggetti a loro insaputa di questi meme, mentre scorrono i post d Facebook stanno provando sensazioni che non augurerei al mio peggior nemico – ha continuato la ragazza texana – Non importa quale sia il tuo aspetto o il tuo peso, al\la fine siamo tutti esseri umani. Vi chiedo di ricordarvelo bene, soprattutto la prossima volta che vedrete un meme virale con protagonista uno sconosciuto. Magari lo troverete divertente, ma l’essere umano nella foto probabilmente starà provando l’esatto contrario. Attraverso lo schermo diffondete amore, non parole d’odio”.

I’ve seen a ton of memes like this all over @facebook recently. I’m writing this post not as someone who is a victim but as someone who is using their voice. Yes, it’s very late at night as I type this but I do so as a reminder that the innocent people that are being put in these memes are probably up just as late scrolling through Facebook and feeling something that I wouldn’t wish on my worst enemy. No matter what we look like or what size we are, at the end of the day we are all human. I ask that you keep that in mind the next time you see a viral meme of a random stranger. At the time you might find it hilarious but the human in the photo is probably feeling the exact opposite. Spread love not hurtful words via a screen. Xoxo Lizzie

Una foto pubblicata da Lizzie Velasquez (@littlelizziev) in data:

Il commento di Lizzie ha raccolto in poche ore più di 30mila like e tra gli oltre 3mila commenti è difficile trovarne qualcuno che non sia di supporto e appoggio alla ragazza finita suo malgrado oggetto di pubblico ludibrio. Questo non è però il primo gesto di ribellione di Lizzie Velasquez. Negli ultimi dieci anni della sua vita non è stata troppo a subire in silenzio le angherie del web. Dopo aver compreso l’andazzo sadico di una grossa fetta di utenti dei social ha come costruito una contromossa difensiva con un profilo Instagram da 700mila follower e uno Twitter che ne raccoglie parecchie decine di migliaia. La sua battaglia contro il cyberbullismo è iniziata nel 2006 quando è stata “eletta”, su un video di Youtube, la “Ragazza più brutta del mondo”. Un percorso comunicativo e motivazionale, di grande aiuto a chi si ritrova in una condizione simile alla sua e non riesce a reagire, che ha avuto il suo apice nel 2014 quando alla TEDxAustinWomen Talk Lizzie ha tenuto un seguitissimo discorso intitolato “Come definisci te stessa?”. Il video caricato sulla sua pagina Youtube è stato visto da due milioni di utenti che poi hanno letteralmente invaso negli ultimi due anni il suo profilo tanto da far registrare 56 milioni di visualizzazioni totali. Prima di questo exploit online la Velasquez aveva pubblicato i libri Be Beautiful, Be You (2012) e Happiness (2014) e su di lei nel 2015 è stato prodotto un documentario tv intitolato Lizzie Velasquez Story.