Può una strada diventare “intelligente”? Può. Anzi deve, poiché questo concetto rientra a pieno titolo nello sviluppo prossimo venturo previsto dal famoso “internet delle cose”: tutto connesso ed ogni elemento in comunicazione continua con gli altri, in modo da condividere quante più informazioni agevolando la vita quotidiana.

Dal frigorifero che ordina da solo i cibi di cui scarseggia o che sa indicare gli alimenti in scadenza al magazzino industriale “auto-rifornente” ed “auto-organizzante”, senza scordare – ecco che ci arriviamo – il tema della circolazione stradale. Dove le future automobili saranno non soltanto interconnesse tra loro, in modo da prevenire virtualmente ogni genere di sinistro, ma anche alla rete stradale il cui “cervello” saprà in tempo reale non solo dove si trova e cosa sta facendo ciascun veicolo che la percorre, ma conoscerà e potrà diffondere anche situazione meteo, traffico e qualità del fondo stradale in ogni punto.

Tutto questo preambolo per segnalare che anche in Italia – dove la rete veloce per tutti è peraltro ancora un’utopia – le cose si stanno muovendo: l’Anas ha in programma entro pochi anni la realizzazione delle prime “smart road”, potendo contare su un budget superiore ai 150 milioni di euro. Il bando per l’adeguamento tecnologico delle principali arterie pubblicato dalla società italiana pubblica, nello specifico, prevede lavori già stabiliti sul Grande Raccordo Anulare di Roma più il tratto Roma-Fiumicino, oltre alle percorrenze autostradali Orte-Mestre, Palermo-Catania ed anche Salerno-Reggio Calabria.

Il tutto, come detto, si inquadra nel progetto di sviluppo, pressoché mondiale, della connettività tra veicoli e infrastrutture. In pratica, sarà la strada a comunicare al veicolo l’imminenza di situazioni di emergenza o traffico intenso, oppure eventi meteorologici di rilievo. In una prima fase, questo scambio bidirezionale avverrà su tecnologia wi-fi, per spostarsi poi verso comunicazioni radio dedicate. Fa parte dello sviluppo “smart road”, naturalmente, anche la creazione di stazioni di ricarica rapida per le automobili elettriche, in modo da poterne garantire il pieno di elettroni senza alcun rischio di rimanere a piedi.

Accanto a tutto questo, la tecnologia futura è chiamata a fornire anche un sostegno a sostenibilità e ulteriore incremento del traffico, senza dimenticare il potenziale economico determinato dal crescente giro d’affari attorno alla interconnessione tra veicoli. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gli oltre 43 milioni di autoveicoli attualmente in circolazione in Italia sono destinati ad aumentare in un futuro prossimo, mentre studi specifici evidenziano un valore del mercato globale dei veicoli connessi di circa 40 miliardi di euro (nel 2018) con una diffusione dello smartphone personale che raggiungerà il 90% della popolazione nel 2020.