La basilica del Santo Sepolcro, considerata il luogo della sepoltura di Gesù, è stata recentemente riaperta per alcuni lavori di consolidamento. Durante le ricerche, sarebbero stati registrati vari eventi misteriosi, come strani aromi nell’aria e perturbazioni elettromagnetiche. “Cosa è stato ritrovato? Accadono davvero fenomeni misteriosi in quel luogo unico al mondo?”. Partendo da queste domande Antonio Socci, direttore della Scuola superiore di giornalismo radiotelevisivo di Perugia dal 2004, su Libero ha provato a spiegare che cosa sta succedendo a Gerusalemme.

Il 26 ottobre scorso i restauratori dell’ Università Nazionale Tecnica di Atene hanno rimosso la lastra di marmo che copriva la roccia su cui, venerdì 7 aprile dell’anno 30, fu deposto il corpo di Gesù. I ricercatori ne hanno approfittato per cercare le prove che dimostrassero come la lastra fosse effettivamente quella citata nelle Sacre Scritture. Il 31 ottobre, sul National Geographic venivano riportate le parole di Dan Bahat, ex archeologo capo della città di Gerusalemme: “Forse non possiamo essere assolutamente certi che la basilica sia l’effettivo sito di sepoltura di Gesù, ma di certo non ce n’è un altro che possa aspirare all’identificazione con altrettanta autorevolezza, e quindi non abbiamo motivi per dubitare della sua autenticità”.

In pochissimi giorni sono stati fatti i lavori e la tomba è stata richiusa. Ma il sito cattolico d’ informazione Aleteia il 9 novembre ha pubblicato un articolo nel quale si parla di alcuni strani fenomeni verificatisi durante questi lavori. Prima di tutto “un ‘dolce aroma‘ che emanava dalla tomba” e che “ricordava le manifestazioni olfattive associate a certi santi”. Socci scrive di ritenersi scettico di fronte a queste affermazioni, “perché potrebbe essersi trattato di autosuggestione o di residui di unguenti profumati”. È invece l’altro fenomeno descritto nell’articolo di Aleteia ad incuriosire il giornalista. “Certi strumenti di misurazione impiegati dagli scienziati sono stati alterati dalle perturbazioni elettromagnetiche. Quando venivano collocati in verticale sulla pietra sulla quale ha riposato il corpo di Cristo, gli apparecchi smettevano di funzionare o funzionavano male. La direttrice dei lavori, Antonia Moropoulou, ha affermato che è difficile immaginare che qualcuno abbia messo a rischio la propria reputazione per un trucco pubblicitario”.

“Questo è un fenomeno molto interessante – scrive Socci – ma purtroppo, al momento, non se ne sa di più”. È vero che anche l’archeologo Fredrik Hiebert, della National Geographic Society, ha detto: “Quello che abbiamo riscontrato è sorprendente”. Non esistono però al momento altre prove, se non alcuni parallelismi tra questi fenomeni e quelli riscontrati analizzando la Sindone. Si legge nell’articolo su Libero: “La pietra, se è l’autentica roccia su cui fu deposto Gesù, è il luogo fisico su cui avvenne la resurrezione“. Perciò – spiega il vaticanista Marco Tosatti – potrebbe anche essere plausibile che la pietra ne porti delle misteriose tracce fisiche, così come la Sindone. Una delle ipotesi recenti sul sacro telo è stata formulata dal fisico Giuseppe Baldacchini: “La mia preparazione scientifica mi ha permesso di fare delle ipotesi sulla possibilità che l’immagine fosse dovuta ad un’esplosione di energia. E questa ipotesi è stata verificata in laboratorio con l’uso di sorgenti laser molto particolari”. Se dunque l’ immagine della Sindone è stata formata da un’improvvisa, fortissima e misteriosa energia sprigionatasi dal corpo, scrive Socci, “si tratta di un evento soprannaturale che però ha lasciato una traccia fisica sulla materia direttamente a contatto con il corpo”.