Due cani, due gatti, e una maialona da 300 chilogrammi. Si chiama Esther ed è la bella scrofa rosa protagonista di una delle storie più bizzarre, divertenti, e perfino etiche, del mondo animale e letterario di oggi. Con Esther – il mondo si cambia un cuore alla volta (Giunti editore) sono Steve e Derek, una coppia gay canadese, o meglio ancora “i due papà”, che quattro anni fa hanno adottato una piccola maialina che gli stava appena in mano, a raccontare il buffo ciclone suino che distrugge casa ma che spacca loro il cuore facendoli pure diventare vegani. E’ successo, e continua a succedere, a Georgetown, nell’Ontario, in Canada. I due ragazzi già zeppi di animali domestici tra sala, cucina e camera da letto, si accollano senza pretese lo stallo casalingo di una maialina nana. Solo che, come il loro veterinario conferma, questa tipologia di maiali non esiste. Perché Esther è semplicemente un cucciolo che nel giro di pochi mesi diventerà un enorme maialone. Bestiola esteticamente meravigliosa, ma che è in grado di mettere a ferro e fuoco la villetta a quattro stanze di Steve e Derek in nemmeno tre minuti. Che fare, allora?

Esther – il mondo si cambia un cuore alla volta è il racconto in prima persona di Steve in cui la bella maiala si fa largo con quel suo musino dolce e innocente tra parquet, cuccia, e lettone dei genitori. A guardare le attonite facce dei cagnetti di casa la povera enorme Esther sembra essere di quei parvenu da cartone animato, il “trova l’intruso” della Settimana Enigmistica. Eppure, dopo un’iniziale ritrosia di Derek, l’ostinazione di Steve, e la simpatia della maialona che prende le coccole come un cagnetto e dà perfino dei baci con la lingua sulle mani dei due papà, il miracolo si compie. La “pulitissima e profumata” Esther diventa un membro della famiglia a tutti gli effetti e vivrà in casa il resto dei suoi giorni. Dalle tenere coccole ai grugniti per uscire dalla porta alle tre di notte, dai giochini buffi e spiritosi assieme ai cani alla scorta di olio trascinata in ogni angolo della casa sporcando muri e coperte, Esther è il “terremoto suino” che scioglie l’anima, e illumina l’etica di Steve e Derek.

Perché i ragazzi oltre che adottare fisicamente la maialina, all’improvviso sentono l’obbligo di smettere di mangiare carne. “Sentivo il bacon sfrigolare in padella e ne avvertivo l’aroma inconfondibile. Come a qualsiasi carnivoro quell’odore faceva venire l’acquolina in bocca, ma ora all’improvviso lo trovai ripugnante. Era tanfo di morte”, scrive Steve. “Sarebbe come mettere i nostri cani nel piatto”, aggiunge. La svolta vegana è così dietro l’angolo. Non facile ed immediata (“ci vuole del tempo”), la scelta è tale solo se radicale. Contemporaneamente la vita di Esther diventa “pubblica”. La pagina Facebook che i due suoi papà aprono su di lei senza nemmeno pensare alle conseguenze animaliste che provocherà raggiunge 30mila like in un mese, fino a sfiorare oggi un milione di “Mi Piace”. A quanto pare gli occhietti e le russatine di Esther spingono centinaia di contatti Facebook a non mangiare più carne. Steve e Derek cominciano ad incontrare rappresentanti della PETA e del MFA per rendere il più pubblica possibile la loro storia, ma allo stesso tempo non accettano nemmeno le provocazioni di quelli che loro definiscono i “nazi-vegani”, quelli che criticano addirittura la signora che confessa di aver scelto di non  mangiare più carne di maiale dopo aver letto la storia di Esther dicendole che “non basta devi smettere di mangiare anche l’altra carne”.

Nel mondo animalista c’è spazio per tutti”, scrive Steve nel libro. Ecco allora la scelta di postare solo immagini dolci e divertenti di Esther, escludendo pressioni, polemiche e immagini forti che comunque ritornano, con tutta la brutalità e l’orrore degli allevamenti suini, in un’apposita sezione della pagina web di Esther intitolata The Dark Side. Dulcis in fundo. Steve e Derek mettono in piedi una fattoria di animali salvati. Vicino casa loro nel 2014 nasce la Happily Ever Ester Farm Sanctuary luogo in cui vengono riabilitati animali abbandonati, maltrattati o salvati dagli allevamenti intensivi, che oggi conta dieci maiali (tra cui la nerissima Peggy); cinque capre; cinque galline; quattro pecore e quattro conigli; un cavallo e un asino. Ogni tanto Esther va a fare capolino a salutare i suoi nuovi amici “salvati” da macellerie e padelle. Mentre Steve e Derek, e parecchi lettori commossi, si asciugano i lacrimoni dopo aver letto il libro.