Caro figlio mio, l’altra mattina ti sei alzato con il tuo consueto slancio, con la tua solita, commovente, eccitazione  nello stare al mondo che ti fa svegliare di scatto, pronto a vivere la tua felice giornata. Fatta di muffin al cioccolato e aerosol, scuola e zuffe in giardino, calcio (troppo), lego e compiti, tv e favole. Per te nulla era diverso quel giorno, eppure tanto – non voglio dire tutto – era cambiato. Il 9 novembre infatti la Storia ha preso una direzione inaspettata, proprio mentre tu bevevi ignaro il tuo latte (è sempre così che succede. Le cose accadono mentre noi continuiamo stoltamente a credere che tutto continuerà come sempre, senza quella lungimiranza che salvò molti negli anni Trenta).

A sei anni a malapena sai dove sta l’America, e cosa significa un’elezione politica: in questo caso ci hai sentito parlare di due aspiranti presidenti, lo “stupido” e la “donna” (lo ammetto, avremmo potuto articolare meglio le nostre descrizioni). Così quando hai visto la televisione, mi hai chiesto se avesse vinto lo “stupido” io ti ho risposto: “Sì”. E poi mi hai domandato cosa sarebbe successo, e io non ho saputo risponderti così all’improvviso, perché ero imbarazzata e angosciata al tempo stesso.

Lo faccio ora, con calma, dopo qualche giorno. Per rassicurarti ti ricordo anzitutto che i tuoi genitori ti proteggeranno sempre, e per questo non devi temere (è una piccola bugia, potremmo anche non riuscire a farlo, ma gli psicologi questo suggeriscono ai genitori americani democratici in preda al panico). Voglio dirti poi che questa persona che l’America ha scelto non la devi immaginare come un re solo al comando, come quello delle favole che decide di mozzare la testa a chi gli pare. Al contrario, per fortuna, è all’interno di un sistema – che si chiama democrazia – dove a governare sono tanti, così come sono tanti quelli che controllano quelli che prendono le decisioni importanti. Compresi noi, i cittadini, che dobbiamo sempre vigilare su chi ha il potere (e i giornali ci danno una mano, a volte. Altre volte ci confondono). Un’altra cosa che vorrei subito spiegarti è che il potere di questa persona ha un termine, quattro anni, dopo di che si voterà di nuovo. Trump non siede insomma sul massimo scranno come un papa fino alla sua morte. Quattro anni possono passare in un soffio, e se il presidente si comporterà molto male non sarà rieletto.

“Sì, ma cosa significa comportarsi male?”, sarebbe la tua prossima domanda. Provo a spiegarti. Si comporta male chi crede di essere il capo di una nazione che non ha bisogno di dipendere da nessuno, proprio come sbagliano quelle persone che pensano di bastare a se stesse. Siamo tutti interdipendenti, gli uomini come gli Stati – tu, ad esempio, dipendi dalla tua famiglia, dalle tue maestre, dai tuoi amici – e non prenderne atto, chiudendo i rapporti con chi si ritiene essere troppo diverso o troppo minaccioso, non porta da nessuna parte. Anzi sì, ad un isolamento che impoverisce, e in definitiva rende più vulnerabile, proprio chi crede di diventare invincibile erigendo muri.

Si comporta male anche chi non studia né conosce le leggi della Natura, che è il contenitore che ci consente di respirare e restare vivi, non morti. Ignorare – ignorando la scienza – che questo contenitore, che è il nostro pianeta che tu conosci grazie ai documentari che ti appassionano, è sotto attacco, ferito, e che la sua malattia si ripercuote con violenza su tutti noi, significa destinare se stessi e purtroppo anche tutti gli altri, ad un esito nefasto. Non voglio parlarti di cose angoscianti come tsunami, ondate di calore, bombe d’acqua, siccità, ma solo dirti che del nostro ambiente è necessario prendersi cura, e chi non lo fa, per difendere gli interessi di pochi, è miope, oltre che  malvagio.

Si comporta male, ancora, chi non accoglie le persone che stanno fuggendo da guerra e povertà. Chi alza muri, e fucili, contro quelli che stanno cercando solo un luogo sicuro, dove ci sia protezione e cibo, per la propria famiglia, per i propri bambini. Proprio come faremmo noi, se qualcuno ci minacciasse e non avessimo più nulla da mangiare, ti pare? E mai vorremmo essere respinti da un muro solo perché ci credono delinquenti, e non persone capaci di lavorare e portare ricchezza al paese dove andremmo.

Si comporta male chi pensa che avere una pistola in casa sia una fonte di sicurezza e che le pistole vadano diffuse il più possibile. Lo so, a te pare strana questa affermazione, avvezzo come sei a giochi fatti con fucili e pistole che ti appassionano più che mai (e io che credevo che tu non ci avresti mai giocato!). Ma come vedi noi non abbiamo armi vere in casa, e  nessuno dei nostri amici e conoscenti ce l’hanno. Non ne abbiamo bisogno. Avere una pistola in casa invece è una tentazione per le persone normali, che potrebbero usarla in un momento d’ira, quando sono arrabbiate per qualcosa, mentre  gli individui che purtroppo soffrono di disturbi mentali – sai che voglio dire – potrebbero usarle per uccidere altre persone. E l’America, sai, è il posto dove questo accade di più.

Si comporta male, infine, chi non crede fondamentale che ogni persona debba poter accedere a una protezione sanitaria anche se non ha tanti mezzi o è povero. Se un bambino come te si ammala, deve poter essere curato anche se i genitori non hanno abbastanza soldi. Punto.

Sì, ma allora, mi chiederesti di sicuro, se questo Trump facesse tutte queste cose non sarebbe rieletto? A questo punto mi toccherebbe risponderti, ostentando una certezza che non ho, che sì, di sicuro non sarebbe rieletto e sostituito con uno più bravo. O una più brava.  Insomma dobbiamo solo aspettare, dando fiducia al nuovo presidente, sperando che non si comporti così male ma sapendo che se lo farà verrà cacciato. Tra me e me, però, continuo a chiedermi come mai la metà degli americani abbia votato un presidente proprio sapendo che probabilmente farà tutte queste cose. E no, non so darmi esattamente una risposta che mi faccia la sera addormentarmi certa che l’indomani tutto andrà per il meglio, come sempre. Come credi tu, splendido bambino del mondo.