Tetti di reddito oltre i quali non si avrà diritto al bonus bebè e alle agevolazioni per pagare la retta del nido. Più detrazioni, in compenso, per chi iscrive i figli alle scuole paritarie o ad attività sportive. Congedo obbligatorio di tre giorni, invece che due, per i neo-papà. Sono alcune delle proposte di modifica alla legge di Bilancio approvate dalle commissioni della Camera che stanno esaminando la manovra del governo Renzi. Tra gli emendamenti che riguardano più da vicino la vita delle famiglie ce n’è anche uno che riduce da 36 a 35 gli anni di contributi necessari a chi ha svolto lavori usuranti per poter accedere all’anticipo pensionistico “sociale”, cioè quello pagato dallo Stato.

Bonus asilo solo a chi guadagna meno di 25mila euro l’anno – Due emendamenti del Pd approvati in commissione Affari sociali introducono tetti Isee (l’indicatore della situazione economica usato dallo Stato per selezionare i beneficiari delle prestazioni sociali) rispettivamente di 13mila e 25mila euro per usufruire del nuovo bonus bebè di 800 euro introdotto per i nuovi nati dall’1 gennaio 2017 e del buono asilo fino a 1000 euro all’anno per il pagamento delle rette, che in compenso viene esteso anche a forme di supporto presso la propria abitazione per i bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche. La proposta sarà ulteriormente valutata dalla commissione Bilancio di Montecitorio, così come quella della deputata Paola Binetti (Ap) che estende la durata del congedo obbligatorio per il padre a tre giorni e aumenta da 20 a 30 milioni l’onere derivante da queste misure.

Più detrazioni per chi manda i figli alle paritarie o li iscrive a corsi di musica e teatro – Un’altra proposta di modifica del Pd aumenta da 400 a 640 euro per il 2016, 750 euro per il 2017 e 800 euro per il 2018 le detrazioni per le iscrizioni dei figli all’asilo o alle superiori in scuole paritarie e estende lo sgravio alle iscrizioni dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni ad associazioni musicali, teatrali o a istituti che propongono corsi di lingue straniere. Un emendamento approvato in commissione Finanze porta poi da 210 a 600 euro le detrazioni per le attività sportive dei figli. Per i ragazzi più grandi arriva l‘esenzione dall’Iva per i servizi offerti da mense e studentati universitari.

Anticipo pensionistico “social” un anno prima – Un emendamento approvato in commissione Lavoro riduce da 36 a 35 anni il minimo di contributi necessario per poter accedere all’Ape sociale per quanti svolgono lavori usuranti.

Più sgravi per gli abbonamenti ai mezzi pubblici – Più sgravi in arrivo anche per chi usa i mezzi pubblici: un emendamento approvato in commissione Trasporti prevede una detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale “per un importo delle spese stesse non superiore, in ciascun periodo di imposta, a 350 euro annui”, contro i 250 euro attuali. Sempre per “incentivare l’uso del trasporto pubblico in sostituzione del trasporto privato” la commissione propone anche di non considerare tra le somme che concorrono a formare il reddito quelle “erogate o rimborsate dal datore di lavoro o da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente e/o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari”.