Un esordio alla regia con un monumento della letteratura contemporanea statunitense. Il poliedrico Ewan McGregor – Trainspotting Mouline Rouge e Star Wars per ricordare solo una parte della sua filmografia – si mette dietro e davanti alla macchina da presa in American Pastoral in sala dal 20 ottobre con Eagle Pictures.

Un’opera non da poco quella di Philip Roth che, proprio per quest’opera ha vinto il premio Pulitzer in attesa di vincere chissà il premio Nobel per la Letteratura assegnato quest’anno a Bob Dylan. Una pellicola sulla fine del sogno americano  che “esplora due generazioni Usa in rotta di collisione – aveva detto l’attore scozzese -: quella del dopoguerra in conflitto con i figli, contrari alla guerra del Vietnam e con tanta voglia di cambiare le cose”.

La clip in esclusiva per il Fatto.it

“Questa esperienza da regista mi ha radicalmente cambiato la vita – aveva dichiarato l’attore, che ha lavorato con George Lucas, Tim Burton, Woody Allen e Roman Polanski -. Ti ritrovi a fare
conversazioni creative con lo sceneggiatore, il costumista, il direttore della fotografia. Ma quello che mi ha entusiasmato di più è il rapporto con gli attori. Tutte le scene si può dire che le abbiamo costruite insieme. E poi devi gestire le paure degli altri mentre nessuno pensa alle tue. Devo dire che
dopo questa regia mi sento più adulto”.

E così l’attore si è cimentato con la storia di Seymour Levov detto “lo Svedese”, un uomo che dalla vita ha avuto tutto: bellezza, carriera, soldi, una moglie ex Miss New Jersey e una bambina a lungo desiderata, ma il cui mondo pian piano va in pezzi quando la figlia ormai adolescente compie un attacco terroristico che provoca una vittima. Nel cast del film anche Dakota Fanning e Jennifer Connelly.