Le Mercedes vincono il loro terzo titolo iridato consecutivo, per dovere di cronaca lo riporto ma veramente, c’è poco da dire. Un titolo meritato sicuramente ma che è frutto di enormi risorse che nel tempo hanno portato i migliori tecnici e manager alla corte di Stoccarda. Non dimentichiamo l’importante lavoro iniziale di Ross Brawn e Michael Schumacher che forse hanno gettato le basi per arrivare a un successo che negli ultimi anni sembra assolutamente indiscusso. Le capacità poi di Toto Wolff, Niki Lauda, Paddy Lowe e dell’ex Ferrari Aldo Costa hanno completato, forse, un progetto che era destinato, per mezzi a disposizione, a diventare vincente.

Vero è che il regolamento tecnico che ha visto l’arrivo dell’ibrido in Formula 1 ha facilitato le vittorie del team tedesco. Potevano contare già su enormi conoscenze nel campo del recupero energetico. Certo va detto anche che alcuni test “segreti”, in momenti chiave della loro storia, hanno pure aiutato a recuperare il gap con la concorrenza. Resta però che gli uomini di cui dispone la Mercedes, sono forse i migliori in circolazione nel Circus, anche se, forse l’unico che gli è sfuggito, potrebbe il prossimo anno rovinargli o interrompergli la festa, parlo ovviamente di Adrian Newey. Il genio inglese, già quest’anno ha dimostrato come, anche senza un motore al livello del di quello Mercedes, ma neanche al livello di quello Ferrari, sia riuscito a tirar fuori dalla sua matita una vettura capace di avvicinarsi qualche volta alle Frecce d’Argento, o almeno nei loro rari momenti di difficoltà.

Il prossimo anno grazie al nuovo cambio regolamentare che prevede una maggiore “libertà” aerodinamica e degli interventi in parte proprio suggeriti da Newey, la Red Bull ha la possibilità di ritornare in corsa per le primissime posizioni. Qui nell’ultimo numero di Pit Magazine trovate tutto ciò che cambierà nel 2017. Qualcuno del paddock mi raccontava come, secondo lui, Adrain Newey avendo egli stesso suggerito gli interventi al regolamento tecnico, sappia già dove trovare le soluzioni che possano portare in cima la prossima monoposto Red Bull.

Si teme, infatti, di rivedere quanto accaduto all’epoca della BrawnGP, quando Ross Brawn, consulente tecnico per la Fia, e per tanto profondo conoscitore del regolamento da lui in pratica redatto, trovò subito il cavillo al regolamento che gli consentì di sfruttare una soluzione aerodinamica vincente.

E le Ferrari? A Maranello per il momento sono concentrati nello sport più nobile praticato in Italia, ovvero “lo scarica barile”. Il distacco dalla Red Bull, ora saldamente seconda forza del campionato costruttori, aumenta. Ci troviamo alla bellezza di 50 punti di distacco dal team anglo-austriaco e risuonano nella testa di alcuni le parole che furono pronunciate ad inizio stagione da Arrivabene: “Noi guardiamo alle Mercedes, non alle Red Bull”

Per la cronaca “rossa” anche ieri ennesimo errore di strategia. Per tutti coloro che storcono il naso davanti a chi critica le strategie Ferrari, accusandoci di essere tecnici da “divano”, possiamo rispondere (parlo in plurale perché siamo in molti che hanno gridato allo scandalo in tempo reale sui tanto odiati social, e sempre dal divano) che forse si dorme più nel remote garage Ferrari che sui comodi sofà di casa nostra. Probabilmente ne hanno di più comodi, chissà.

Di certo non ci voleva molto a capire che Vettel doveva “pittare” due giri prima e rientrare davanti ad Hamilton. L’inglese poi, secondo alcuni, sarebbe comunque riuscito a sorpassare il tedesco ma in tanto, come insegna l’esperienza, mettiti davanti e poi vediamo… se invece ti dai per spacciato sin da subito non puoi che piangere ai piedi dell’ormai inarrivabile podio.