È duro da ammettere.

A guardarlo Alfano non sembrerebbe una persona intelligente. La natura con lui è stata un po’ confusionaria. Alcune delle persone più belle del pianeta sono frutto di incroci etnici, che danno forma a fenomeni rari e straordinari, tipo le ragazze con i riccioli neri e gli occhi celesti.

Ma con Alfano il mix etnico ha preso la mano: labbroni africani, naso arabo, zigomi vichinghi, cranio longobardo. Un casino! E per giunta non ha certo delle belle gambe! (Che per un ministro ormai sono un elemento essenziale)

Ma a dispetto dell’infelice aspetto, Alfano sta dimostrando di possedere tutto del genio italico, la freddezza del Machiavelli, la lungimiranza di Cavour, la determinazione di Garibaldi.

Innanzi tutto dobbiamo osservare che, almeno fino a oggi, la strategia di Alfano ha funzionato, l’Italia pare immune dagli attacchi terroristici.

E indubbiamente grande merito va a lui che è riuscito a ottenere questo risultato puntando sulla tattica nota come “ti ammazzo a furia di tirarti addosso fichi molli“.

Esempio di questa astuta modalità è il fatto che tutti i terroristi islamici finora individuati sono stati semplicemente espulsi. Così evitiamo di avere le carceri rigurgitanti di islamici estremi, cosa che ovviamente farebbe incavolare i loro amici…

E come non condividere le sue parole quando definisce l’idea di vietare l’accesso alle spiagge alle donne islamiche che indossano la tunica da bagno, una inutile provocazione?

E per fortuna il ministro e i suoi precedessori (tocca darne atto anche a loro) hanno tenuto sempre a mantenere il profilo basso.

Oggi noi siamo percepiti come quelli che vanno in guerra ma combattono in modo molto flemmatico, che sono presenti in Libia ma perché hanno sbagliato strada, una bustarella di qua, un riscatto di là, ti faccio una strada, ti regalo un frigorifero, nun t’incazzà, siamo tutti figli di mammà…

Da sempre noi italiani coltiviamo l’arte dello scomparire, piangere e fottere, mettiamoci d’accordo, ci si può guadagnare tutti… Abbiamo dovuto patteggiare per 30 secoli con orde di barbari, tipo greci, cartaginesi, galli, vandali, unni, longobardi, francesi, spagnoli, austriaci, arabi, normanni, turchi, tedeschi e americani. Solo gli egiziani non sono mai venuti a romperci i coglioni! E chissà perché! Grazie a questa immensa, unica esperienza abbiamo imparato che uccide più la melassa della spada. Avete presente gli ozi di Capua? Annibale, col suo grande esercito si è arenato a Capua, due olivine, una mozzarella, due cosci d’agnello e due cosce di ragazza procace, una bella brocca di vino, una tunica elegante, un grappino e due tirate d’oppio di quello buono e l’esercito più spaventoso dell’epoca che arrivò in Italia con tanto di elefanti da guerra diventò un’accozzaglia di smidollati incapace di combattere. Da lì il detto “t’ammazzo a fichi molli”. Appunto.

Ma Alfano ha portato quest’arte mollacciona ai massimi livelli storici.

Approfittando genialmente della situazione preesistente (giustizia al rallentatore, culto dei cavilli, prescrizione veloce, eccetera) ha creato un sistema gommoso che demotiva i terroristi e stempera la loro rabbia verso di noi. Non c’è gusto a colpirci proprio perché ci mostriamo nemici troppo deboli e inetti. Insignificanti, quindi bersaglio che offre poca soddisfazione, poco onore e un numero ridotto di vergini una volta che arrivi in paradiso dopo il martirio. Ci manca la grandeur dei francesi, la nobiltà degli inglesi, la rudezza tutta denti degli americani, la virilità degli spagnoli.

Siamo italiani: mandolino, arlecchino, pizza, pasta, sole e vino.

Siamo di compagnia, siamo pezzi di pane. “Stessa faccia stessa razza” siamo capaci di dirlo anche ai giapponesi.

Grazie Ministro Alfano.

Ps: i maligni mormorano che abbiamo un accordo con gli Usa, noi li espelliamo e loro gli sparano in testa appena escono dall’Italia. Ma non credo sia vero.