Nelle sue performance cinematografiche porno, prima che i “party” degenerino in una situazione di disparità tra uomini e donne – solitamente un 5 a 1- la bella Nadia Ali indossa spesso, anzi nelle occasioni migliori, l’hijab e non disdegna il burka. Scelta discutibile che ne ha marcato esteticamente la carriera, la pornostar pakistana oramai residente nella costa Ovest degli Stati Uniti da parecchi anni è giunta ufficialmente al suo sesto film per adulti. Una storia davvero curiosa la sua, che attraversa in modo naturalmente irriverente l’imponente conflitto mondiale delle religione musulmana nell’ambito della sessualità e delle libertà civili della donna. Perché Nadia Ali dal suo Pakistan è stata bandita proprio dopo aver cominciato a “recitare” con velo e vestito lungo fino in fondo ai piedi. Eppure la ragazza ha dichiarato a diversi giornali online di essere una musulmana praticante che prega regolarmente, nonostante le richieste potenzialmente conflittuali del suo lavoro.

Nadia, 25 anni, ha vissuto l’adolescenza in quella che lei ha descritto come una comunità musulmana “rigorosa”, nella quale si è sentita per anni un’estranea, ma la sua vita è cambiata tre anni fa quando mentre lavorava in un salone di bellezza di San Francisco una sua amica ha provato a farla salire sul palco della lap dance. “Ho guadagnato 500 dollari in una sera e mi sono sentita orgogliosa di me stessa. In quel momento ho subito pensato che non avevo la minima intenzione di tornare alla mia vecchia vita”. Detto, fatto. Nadia in pochi mesi si fa conoscere dalle produzioni porno californiane. Occhioni neri, labbra carnose e un rigoglioso seno felliniano, ma soprattutto l’idea di mettere in scena lo svelamento della donna araba, quella col velo sul viso e i lunghi vestiti sul corpo.

Uno dei suoi successi più grandi è appena uscito e si intitola Women of the middle east. Nadia con il viso coperto da un velo nerissimo è però a seno scoperto, lingerie nera e guantini di pelle scuri fino al gomito, con al guinzaglio un beduino che sembra soffrire delle percosse ricevute dalla ragazza. La trama gioca su occhi “infedeli” e parti del corpo “nascoste”, ma poi il set è tra i più tradizionali a livello di performance. Ed è lì che Nadia rompe gli indugi, rimanendo spesso nuda ma con il velo attorno al capo. Qualche ironico commentatore online del dvd ha perfino suggerito che Women of the middle east potrebbe essere uno dei dischetti porno trovati sul comodino di Bin Laden nella notte in cui i soldati americani lo trucidarono.

Sono una musulmana praticante. Certo ho quotidiani conflitti tra la mia fede, la mia vita e la mia professione, ma questo non succede a tante persone?”, ha spiegato in un’intervista la pornostar pakistana. “Io pratico l’Islam, per amore della pace e ne seguo le linee guida per la vita: non rubare, essere umili, essere felici, essere grati. Uno dei più grandi peccati è l’adulterio e di fare sesso più volte al giorno. Questo vuol dire che il mio periodo come escort non sarà mai perdonato e ne sono pienamente consapevole. Ma ora prego molto e non faccio più la escort”. Che poi il Pakistan ne abbia bandito la presenza è una congettura della ragazza che non ha mai ricevuto veri e propri avvertimenti. Visto l’aria che tira, però, preferisce non tornare a casa. Meglio Los Angeles e san Francisco, quest’estate calde bollenti come Karachi, non solo come temperature dell’atmosfera. “Non l’hanno presa benissimo, ma ho comunque un buon rapporto con i miei genitori che vivono in Pakistan”. Ora però si attende la svolta artistica. In Fantasy Solo che sta per uscire nel circuito porno mondiale è una delle venti interpreti di lunghe sedute di autoerotismo. Dai primi fotogrammi disponibili intuiamo che manca qualcosa: il velo.