Lo tsunami mediatico di queste ore rischia di innescare nei tanti folli, emarginati e sbandati d’Europa un perverso effetto emulazione. Giovani senza passato e senza futuro che non hanno mai ricevuto un’attenzione e immedesimandosi con la causa dell’Isis possono d’improvviso “sentirsi importanti”. L’Isis è un pretesto e questo spiega perché molti degli atti criminali avvenuti nelle ultime settimane siano stati compiuti da presunti islamisti radicali che però non frequentavano la moschea ma bensì prostitute, pusher e night.

Questo non significa che per Europa l’Isis non rappresenti un problema reale e che non esistano cellule pericolose. Del resto, la politica estera terrorista occidentale degli ultimi anni è stata devastante: 1 milione di morti  in Iraq,  220.000 in Afghanistan e almeno 15.000 in Libia. Morti che, anche se per i mass media occidentali sembrano non avere valore, hanno innescato sentimenti di vendetta. Un odio che nasce dalla rabbia di veder dilaniata la propria famiglia dalla bomba sganciata da un drone telecomandato dall’ipocrisia dei politici occidentali consapevoli di avere le mani sporche di sangue.

La stessa Hillary Clinton, nel 2011, aveva affermato che i nemici numero uno dell’epoca, quell’Al Qaeda contro cui stavano combattendo, era stata creata dagli Usa 20 anni prima finanziando la jihad in Afghanistan.

Ma anche l’Isis, il nuovo pericolo odierno, è soltanto l’ultima creatura statunitense funzionale al disegno risalente agli anni 90 di destabilizzare il Medio Oriente per accaparrarsi le risorse energetiche. L’appoggio a gruppi radicali come l’Isis è servito per tentare di eliminare presidenti come Assad non disponibili a far colonizzare il proprio Paese. L’ex collaboratore della Cia, Steven Kelley, ha ben sintetizzato in un’intervista a Press Tv che l’Isis è “Un nemico totalmente creato e finanziato dagli Usa. I finanziamenti arrivano dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, e il fatto che le persone pensino che questo sia un nemico che deve essere attaccato in Siria o in Iraq è una farsa, dato che è chiaramente qualcosa che abbiamo creato, controlliamo, e solo ora è diventato svantaggioso”.

Intanto però i media occidentali iniettano dosi sempre crescenti di paura e ansia nelle vene degli europei somministrando articoli di giornali e servizi televisivi che degenerano nel parossismo oltre che nella malafede. Durante la sparatoria di Monaco causata da un altro folle vittima di bullismo si è scritto e detto di tutto: “GERMANIA SOTTO ATTACCO”, “L’EUROPA TREMA”, “L’ISIS COLPISCE AL CUORE ‘EUROPA”, “TERRORISMO UN’ALTRA STRAGE”. La macchina del terrore subito si è messa in azione e i risultati sono evidenti. In una gelateria di un piccolo paese del pisano ho dimenticato per alcuni minuti lo zaino e al ritorno c’era la proprietaria con una mazza di scopa che me lo spingeva fuori convinta che fosse una bomba.

Ma questa perversa diffusione di paure è strumentalizzata anche dall’Isis che continua a ricevere pubblicità gratuita. Ma qual è il vero fine? L’obiettivo è sempre il medesimo: appena possibile seminare insicurezza e odio per giustificare nuovi investimenti che alimentano l’economia di guerra su cui si regge l’Occidente.

Siamo in balia di un fanatismo mediatico al soldo dell’élite che divide e che non spiega mai le vere ragioni del tempo complesso in cui viviamo. Ai popoli impauriti si fa credere che la guerra è di religione, ma non mi stancherò mai di ripetere che la religione è un pretesto! La vera posta in palio sono gli immensi introiti legati al controllo del petrolio, del gas e della droga in Medio Oriente. Un business a cui le élite non intendono rinunciare anche se questo significa dividere il mondo tra cristiani e musulmani come per decenni si è fatto tra “mondo libero” e comunismo. Ma oggi ancor più di ieri è fondamentale riflettere con il proprio cervello per non annegare in un mare di menzogne.