Troppe volte la storia ci ha insegnato quanto sia facile che su eventi come questo cada l’oblio. Così dicevamo cinque mesi fa, all’indomani del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni torturato e ucciso in Egitto, quando Amnesty International, la Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili (Cild) e Antigone manifestavano silenziosamente davanti all’ambasciata egiziana a Roma per chiedere verità e giustizia per il giovane ricercatore italiano. Dobbiamo restare vicini alla famiglia, non lasciarla sola. Se le autorità italiane non saranno sufficientemente tenaci nel chiedere al regime di Al-Sisi che si faccia luce sull’accaduto dovremo farlo noi, dovrà farlo la società civile.

Oggi di Giulio Regeni quasi non si parla più. Il padre e la madre sono stati dimenticati nel loro dolore. Il suo corpo martoriato è andato a fare statistica insieme ai tanti senza nome morti per le torture subite da parte delle forze di sicurezza o dell’intelligence militare egiziano o sottoposti a sparizione forzata. L’Egitto non ha mai consegnato agli inquirenti italiani per intero quei tabulati del telefono di Regeni che avrebbero potuto inchiodare qualcuno alle sue responsabilità. È di pochi giorni fa l’ultimo diniego per bocca del segretario della Commissione esteri della Camera egiziana, secondo il quale le richieste dell’Italia sarebbero irricevibili perché contrarie alla legislazione interna.

Sono passati sei mesi dalla sparizione di Giulio, avvenuta lo scorso 25 gennaio al Cairo. Torneremo oggi a chiedere “verità per Giulio Regeni”. L’appuntamento è a Piazza del Pantheon a Roma alle 19. Alla mobilitazione – lanciata ancora da Amnesty International, dalla Cild e da Antigone – hanno aderito molte organizzazioni di società civile. Alle ore 19.41, l’orario esatto della scomparsa di Giulio, accenderemo tante candele, a simboleggiare quella luce che volgiamo sia fatta sui tragici eventi che hanno riguardato Giulio Regeni e troppe altre persone in Egitto. Affinché non sia una questione privata che continua a riguardare solo la famiglia Regeni. Affinché l’Italia faccia sentire forte la propria voce. Affinché la memoria vinca sempre sull’oblio.